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27 Ottobre 2020

Mascherine chirurgiche vs respiratori: proprietà e indicazioni d’uso


Numerose sono le procedure odontoiatriche in grado di creare un aerosol capace di trasportare batteri, virus e particelle inquinate nell’ambiente circostante.

L’utilizzo di una turbina, di uno strumento ultrasonico o di uno spray proveniente dalla siringa aria-acqua crea una sospensione aerea di particelle di vario diametro che presenta un serio rischio infettivo attraverso le cavità nasali e tracheo-bronchiali. Questa deposizione di particelle avviene su differenti livelli a seconda delle loro dimensioni, dove le più grosse vengono fermate nelle cavità nasali, mentre le più piccole finiscono negli alveoli polmonari.

Poiché questa nube aerosolica persiste e si alimenta continuativamente in ambienti dove pazienti e procedure si susseguono e si sovrappongono nell’arco di una giornata, è fondamentale da parte degli operatori l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, fra i quali appare preminente la scelta di un respiratore o di una mascherina chirurgica appropriata.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In un lavoro pubblicato su Dental Cadmos nel settembre 2020, è stata condotta una revisione della letteratura nazionale e internazionale sull’argomento (utilizzando i database di PubMed, Scopus e Web of Science), raccogliendo i dati scientifici pubblicati dal momento dell’identificazione del coronavirus fino a maggio 2020 (data della submission dell’articolo a Dental Cadmos) e descrivendo le caratteristiche, le vie di trasmissione e le manifestazioni cliniche del Covid-19 in ambito odontoiatrico.

La mascherina chirurgica e il respiratore sono presidi individuali che soddisfano standard specifici, ma all’epoca tanti erano i pareri discordanti sulle indicazioni corrette e sulla tipologia di respiratore da utilizzare per prevenire il contagio da Sars-CoV-2. I respiratori senza filtro-valvola sembrano i dispositivi in grado di fornire la protezione più alta a operatore e paziente, ma proprio la loro alta capacità di filtraggio rende difficile la respirazione se portati per lungo tempo continuativamente. Per migliorare la capacità respiratoria, e quindi per ricercare un maggiore comfort, potrebbe essere ipotizzabile l’utilizzo di un respiratore ad alto filtraggio con valvola di esalazione, in associazione a una mascherina chirurgica da applicarvi sopra.

Le mascherine chirurgiche rimangono comunque dei validi presidi per tutte quelle prestazioni che non comportano creazione di aerosol altamente infetti e conseguente dispersione di particelle potenzialmente contaminate nell’aria. Infine, per limitare il più possibile la diffusione del Covid-19 tra la popolazione, chiunque dovrebbe indossare almeno la mascherina chirurgica, in modo tale da non contaminare l’ambiente circostante e le persone vicine.

Conclusioni
Tutti i membri del team odontoiatrico hanno l’importante compito di proteggersi dalle infezioni crociate
, tenendo presente come la bocca sia un importante vettore di molteplici tipologie di infezione, non tutte conosciute. Va fornito quindi al personale un addestramento specifico basato sui protocolli collaudati per il controllo delle infezioni.

In definitiva, la mascherina chirurgica e il respiratore sono presidi individuali che soddisfano standard specifici ma il cui utilizzo va sempre abbinato ad altri DPI quali schermi e occhiali protettivi, copricapo, guanti, camici monouso e naturalmente a un’attenta igiene personale.

Si ricorda, infine, l’importanza di esaminare la scheda tecnica riferita ai dispositivi utilizzati, al fine di controllare la necessaria stretta aderenza ai protocolli di riferimento.

Per approfondire
Checchi V, Checchi L. Mascherine chirurgiche vs respiratori: proprietà e indicazioni d’uso. Dental Cadmos 2020;88(7):436-77.

In allegato, il PDF della versione integrale dell’articolo.

 
 

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