Lo studio analizza le problematiche relative alla contrazione da polimerizzazione delle resine composite fotoattivate, esaminando le differenti lampade e tecniche di polimerizzazione attualmente disponibili e soffermandosi, in particolare, su una valutazione dei risultati ottenuti con un test di microinfiltrazione nella fotopolimerizzazione di restauri eseguiti con due differenti materiali (P 60 e Point 4) abbinati a diversi sistemi adesivi (Solobond e PQ1) polimerizzati con una lampada ad alta intensità allo xenon (Aurys) e una alogena programmabile (VIP) con metodica pulse-delay. I restauri sono stati eseguiti su 88 cavità di V Classe standardizzate con margine coronale in smalto e margine apicale in dentina (22 restauri per abbinamento sistema adesivo-composito – metodica di fotopolimerizzazione) e dopo essere stati sottoposti a termociclaggio sono stati infiltrati per 24 ore con blu di metilene al 2%, quindi sezionati ed in base ad una scala di infiltrazione valutati al microscopio ottico per esaminare il grado di infiltrazione di colorante. I risultati evidenziano come, indipendentemente dalla forma di polimerizzazione eseguita, i risultati a livello dello smalto siano eccellenti e il grado di infiltrazione bassissimo, mentre a livello dentinale ambedue i materiali presentano un grado di infiltrazione assai più rilevante in modo statisticamente significativo con la lampada ad alta energia rispetto a quella alogena programmabile con metodica pulse delay. In conclusione si evidenzia come la metodica a bassa energia iniziale di polimerizzazione con metodica pulse delay mostri nel nostro studio una migliore capacità di controllo della contrazione del materiale e di mantenimento della qualità dell’interfaccia adesiva a livello dentinale indipendentemente dal tipo di adesivo e di composito utilizzato nel lavoro stesso.
Microleakage in composite resin restorations cured with two different polymerization techniques
Aim of the study was to evaluate two different curing methods (high energy with a microxenon lamp and pulse delay technique with a halogen lamp) in standard class V in vitro restorations performed with two different combinations of adhesive systems and composite resins (PQ 1- P 60 and Solobond-Point 4) with a microinfiltration test. 80 standard Class V cavities were prepared in 20 extracted tooth leaving coronal margin in enamel and apical margin in dentin. 20 restorations were performed with each combination of materials and curing technique (PQ 1 – P 60 – high energy lamp, PQ 1 – P 60 – pulse delay, Point 4 - Solobond – high energy lamp, Point 4 - Solobond – pulse delay), then thermocycled 500 times and dipped in 2% methylene blue fro 24 hours. Teeth slices were cut by a low speed saw and examined with a stereomicroscope at 50X to evaluate dye penetration by a rating scale. A score for each cavity analysed was obtained. The different curing techniques did not show any statistical difference in enamel margins, where infiltration was almost absent despite of different lamp used. On the contrary in dentinal margins the high energy lamp showed statistically significant higher values of dye penetration than halogen lamp used for pulse delay technique. In conclusion, in our study pulse delay technique seems to be able to obtain a better control of polymerization shrinkage in dentinal margins than high energy techniques, which showed higher values of dye penetration.
Qualifiche Autori:
Università degli Studi di Milano - Corso di Laurea in Odontoiatria DMCO S. Paolo - Clinica Odontoiatrica
Insegnamento di Riabilitazione Orale II
Titolare: prof. M. Gagliani
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
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