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01 Maggio 2011

La fluorescenza dentaria nella diagnosi di carie

di R. Galizzi, L. Fulvi, E. Polizzi, A. Calderini


Obiettivi. Valutare l’efficacia di uno strumento rilevatore della fluorescenza dentaria, quale supporto per la diagnosi precoce di carie, e raffrontarla con quella delle metodiche tradizionalmente usate nell’intercettazione delle lesioni cariose.
Materiali e metodi. Arruolamento, secondo precisi criteri di inclusione ed esclusione, di 15 pazienti di età compresa tra 7 e 18 anni da sottoporre a manovre preventodontiche. Analisi della presenza di carie mediante esame obiettivo con specillazione, esame radiografico mediante radiografia bite-wing, esame strumentale mediante DIAGNOdent® (KaVo Dental, Biberach/Riss, Germania). I risultati ottenuti sono stati comparati e sottoposti ad analisi statistica.
Risultati. Su 214 superfici esaminate, l’esame obiettivo con specillazione, l’esame radiografico bite-wing e l’esame con lo strumento rilevatore della fluorescenza dentaria hanno rilevato la presenza di carie con risultati, rispettivamente, pari al 27,57%, al 25,70% e al 28,50%. Se si considerano anche le semplici demineralizzazioni e/o le carie dello smalto, la percentuale relativa allo strumento rilevatore della fluorescenza dentaria si accresce del 22,43%, giungendo quindi al 50,93%. Dall’incrocio dei dati è emerso che l’esame con specillazione è risultato più efficace nell’intercettazione di carie precoci, rispetto a quello radiografico, nell’1,8% dei casi, ma meno efficace, rispetto allo strumento rilevatore della fluorescenza dentaria, dello 0,93%. Analogamente, lo strumento rilevatore della fluorescenza dentaria è risultato più accurato, rispetto al metodo radiografico, nel 2,8% dei casi.
Conclusioni. Lo strumento rilevatore della fluorescenza dentaria testato sembrerebbe un metodo affidabile nella diagnosi di carie, sebbene sia di primaria importanza, per l’interpretazione corretta dei risultati, valutare le eventuali false positività e il rispetto dei valori di cut-off.



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