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16 Giugno 2014

ANDI chiede di accelerare l'approvazione del Ddl contro l'abusivismo. Prada: non vorrei che le critiche mirino ad non fare cambiare nulla


Avrebbe dovuto seguire una procedura d'urgenza, almeno stando alle dichiarazioni pre-ettorali, ma così sembra non essere stato visto che il Ddl Marinello, registrato alla Camera con il numero A. 2281, non è ancora stato calendarizzato in Commissione Giustizia per la discussione.

Per riportare l'attenzione su di una legge che il settore odontoiatrico aspetta tempo, il presidente ANDI Gianfranco Prada richiama la politica ai suoi impegni chiedendo "che fine ha fatto il provvedimento approvato all'unanimità dal Senato?"

"La nostra paura -dice Prada- è quella che, ancora una volta, si voglia "insabbiare" un provvedimento per cui ci battiamo da decenni e che, finalmente, sanzionerebbe adeguatamente chi esercita abusivamente una professione regolamentata e chi, in possesso dei requisiti di legge per esercitarla, favorisce l'illecito. Per questo abbiamo sollecitato i Componenti la Commissione Giustizia della Camera affinché sblocchino l'iter  e si schierino per la legalità".

"Il finto dentista -ricorda ai parlamentari il presidente ANDI- verrebbe finalmente punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro. Il prestanome poi verrebbe sanzionato con la stessa pena e le attrezzature dello studio in cui si compie il reato verrebbero confiscate, oltre ad essere sospeso dalla professione".

"Ancora oggi troppi cittadini vengono non solo truffati da finti dentisti, e da chi gli mette a disposizione le strutture per farlo, ma rischiano di vedere compromessa per sempre la propria salute orale. Continuare con atteggiamenti attendisti -continua Prada- non fa altro che favorire questo esercito di truffatori, stimati in  almeno 15.000 solo in ambito odontoiatrico, che da decenni continua a farla franca grazie a pene ridicole ed alla connivenza del mondo politico che mai è riuscito a porre fine a questo illecito".

"Inoltre -conclude il presidente ANDI- sentire chiedere la revisione del provvedimento alla Camera per questioni assolutamente infondate, modifiche che richiederebbero un nuovo passaggio al Senato, o mettere in discussione i numeri sui presunti finti dentistici, fa pensare che chi chiede ciò in realtà sia spaventato dalle sanzioni e cerchi in ogni modo di impedire l'approvazione di una legge che, finalmente, impedisce ai truffatori di mettere le mani in bocca agli italiani, creando danni irreparabili".

 
 

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