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09 Dicembre 2021

Il braccio di silicone era una provocazione: il dentista biellese chiarisce in televisione

Davanti alle telecamere di Non è l’Arena il dentista biellese si giustifica ed annuncia di essersi vaccinato. Da capire se la Procura e l’Ordine gli crederanno

Nor. Mac.

Tutta una provocazione, un gesto per denunciare il sistema che obbliga i medici a vaccinarsi invece di lasciare la libera scelta tra vaccino o tampone ogni due giorni.
Queste le motivazioni date ieri seria in televisione a La7 dal dott. Giulio Russo, il dentista che giorni fa si è presentato nell’hub vaccinale di Biella con un braccio di silicone tentando di farsi iniettare il vaccino che non voleva fare e per questo era stato sospeso. 

"Non volevo truffare nessuno. Si vedeva da lontano che il braccio era finto. Volevo che si creasse una situazione di scompiglio, che si creasse un po’ di audience per lanciare la mia piccola protesta. Era una provocazione per una protesta personale, perché gli italiani ora hanno la scelta di fare il vaccino. Alcune categorie sono obbligate, non è più una libera scelta", ha spiegato il dott. Russo che si è presentato nello studio di Non è l’Arena con il suo avvocato. 

La proposta di Russo è quella di consentire ai medici di scegliere se vaccinarsi oppure fare il tampone ogni due giorni, seconda soluzione che per il dentista biellese garantirebbe maggiore sicurezza per i pazienti. 

Quindi non una tentata truffa, ma una provocazione per creare l’attenzione sul problema. Dott. Russo che ha smentito anche la ricostruzione fatta dai giornali (di tutto il mondo) attraverso le parole dell’infermiera che lo ha smascherato. Spiegazione che non ha convinto nessuno degli altri ospiti chiamati in studio a commentare la vicenda e nemmeno il conduttore, Massimo Giletti che più volte gli ha chiesto, “visto che voleva fare una azione dimostrativa perché non l’ha filmata?” 
“Non ci ho pensato”, ha risposto il dott. Russo. 

Ma come in tutti gli spettacoli, il colpo di teatro è stato riservato alla fine, subito dopo il blocco pubblicitario, quando Giletti informa che il dott. Russo, il giorno dopo la messa in scena (o provocazione) del braccio in silicone si è sottoposto a vaccinazione. “Sono stato obbligato dal sistema. Dovevo lavorare. Credo che il vaccino sia una soluzione ma l'obbligo è sbagliato”, ha detto. 

Ad oggi il dott. Russo risulta sospeso dall’Ordine di Biella ma stando alla normativa, presentando la documentazione che attesta di aver ricevuto la prima dose il provvedimento dovrebbe essere revocato.
Da capire come si comporterà la Procura per la denuncia di truffa e se l’Ordine continuerà il procedimento disciplinare che potrebbe portare la radiazione così come altri Ordini si sono comportati nei confronti degli iscritti che hanno manifestato pubblicamente la loro contrarietà alla vaccinazione.

A questo link la parte di Non è L'arena con l'intervista al dott. Russo.


 
 

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