Cinque giorni di lavori, 366 delegati da 27 paesi: l’Italia ha ospitato il 62° Annual Meeting del comitato tecnico ISO dedicato all’odontoiatria. Sul tavolo gli standard che definiscono materiali, strumenti e attrezzature usati ogni giorno negli studi
Dietro a ciascun prodotto che ogni giorno viene usato in studio ci sono norme tecniche scritte e discusse a livello internazionale. Per cinque giorni il luogo di questa discussione è stato Roma, dove si è chiuso venerdì 18 settembre il 62° Annual Meeting ISO/TC 106 Dentistry, ospitato da UNIDI, l’Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane. Ai lavori hanno partecipato 366 delegati provenienti da 27 paesi, impegnati nell’armonizzazione delle norme che regolano i dispositivi medici del settore dentale.
Cinque giorni di lavori
L’appuntamento annuale del TC 106 è la sede in cui esperti di industria, enti di normazione, università e mondo clinico si confrontano sulla revisione e sulla stesura degli standard di settore. L’edizione romana ha registrato una partecipazione ampia, con delegazioni da 27 paesi, a conferma del peso che l’odontoiatria ha assunto nel sistema della normazione internazionale. La chiusura della settimana è stata celebrata con una cena di gala offerta da UNIDI e ANDI alla Lanterna, la cupola progettata da Massimiliano Fuksas affacciata su via del Corso.
Il TC 106, il comitato più partecipato dell’ISO
Il comitato tecnico 106 “Odontoiatria” è il più numeroso e frequentato tra quelli dell’ISO. È articolato in otto sottocomitati, che nel loro insieme coprono l’intero ambito dei materiali e delle attrezzature odontoiatriche. Il lavoro dei gruppi si traduce in requisiti e metodi di prova condivisi, che consentono di valutare prestazioni e sicurezza dei prodotti con criteri comparabili in tutto il mondo.
Normazione tecnica in controtendenza rispetto ai protezionismi
A sottolineare la valenza strategica dell’evento è Linda Sanin, direttore di UNIDI e coordinatore UNI del gruppo GL4 Dispositivi Dentali. In una fase segnata da tensioni geopolitiche, nazionalismi e crescenti misure protezionistiche, la normazione internazionale si muove secondo Sanin “in netta controtendenza”, diventando un fattore decisivo per favorire gli scambi e sostenere le imprese orientate all’estero. Le norme tecniche di prodotto sono la base della convergenza regolatoria globale. Riducendo le barriere tecniche al commercio, facilitano la circolazione di tecnologie e innovazione tra mercati diversi, evitando che un dispositivo debba rispondere a requisiti differenti per ogni paese in cui viene venduto.
Un comparto che vive di export
Come ricorda UNIDI, l’industria dentale italiana è la seconda in Europa per valore della produzione e realizza all’estero oltre il 70% del proprio fatturato. Partecipare alla definizione degli standard significa incidere sulle regole con cui i prodotti italiani competono sui mercati internazionali. È in questa prospettiva che l’associazione rivendica un impegno costante per portare la voce delle aziende italiane nei principali tavoli tecnici.
Fonte: UNIDI
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