In occasione dell'aggiornamento dei LEA, l'Associazione Italiana Odontoiatri chiede maggiori tutele per i pazienti fragili, risorse adeguate e collaborazioni tra studi odontoiatrici e SSN.
Rafforzare l'accesso alle cure odontoiatriche nel Servizio sanitario nazionale, uniformare i requisiti tra le Regioni e garantire servizi disponibili con tempi di attesa appropriati. Sono le richieste avanzate dall'Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) in occasione dell'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), giudicato dall'associazione un passo positivo per il sistema sanitario, ma ancora insufficiente sul fronte della salute orale.
Secondo AIO, l'assistenza odontoiatrica pubblica resta prevalentemente rivolta ai pazienti in età evolutiva e alle persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria e sociale, oltre alle prestazioni previste per le urgenze e per la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. L'associazione chiede di rafforzare queste tutele, rendendo più chiari e uniformi i criteri di accesso sul territorio nazionale.
Accesso alle cure e differenze territoriali
Nel comunicato, AIO richiama il quadro delineato dalla Fondazione GIMBE nella presentazione del 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale, sottolineando il rischio che l'accesso alle prestazioni sia condizionato dal reddito e dal luogo di residenza.
Anche per l'odontoiatria, sostiene l'associazione, l'efficacia dei LEA deve essere valutata sulla possibilità concreta dei cittadini di ricevere le cure e sulla riduzione delle rinunce per motivi economici.
In questo contesto viene richiamato anche l'impegno del SUMAI, sindacato degli specialisti ambulatoriali, per rafforzare l'odontoiatria nel SSN e migliorare l'accessibilità delle prestazioni per le persone più fragili.
Finanziamenti, tariffe e collaborazione con gli studi
Tra le richieste figurano finanziamenti adeguati e tariffe che coprano realisticamente i costi delle prestazioni, garantendo qualità, sicurezza e continuità assistenziale.
AIO propone inoltre di valorizzare la rete degli studi odontoiatrici attraverso forme di collaborazione con il Servizio sanitario nazionale. Secondo l'associazione, tali rapporti devono essere trasparenti e sostenibili e tutelare l'autonomia clinica, l'appropriatezza terapeutica e la libertà di scelta del paziente.
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