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06 Novembre 2026

La prevenzione si impara da piccoli, la campagna nelle primarie per educare a stili di vita sani

Al ministero della Salute, presentata l’iniziativa promossa da Fondazione Andi Ets, Fondazione Cotarella Ets e Fondazione Renato Giunti: cinque webinar per gli insegnanti della scuola primaria sui corretti stili di vita e sulla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare


Campagna la prevenzione si impara da piccoli

Tre soggetti impegnati in ambiti differenti si uniscono per promuovere una campagna di educazione alimentare nella scuola primaria, dal titolo “La prevenzione si impara da piccoli”. L’iniziativa, presentata nella sede del ministero della Salute, unisce le competenze di tre realtà complementari: la Fondazione ANDI ETS apporta il proprio presidio clinico e scientifico sulla salute orale pediatrica, valorizzando il ruolo del dentista come sentinella cruciale per intercettare precocemente i disturbi alimentari, la Fondazione Cotarella ETS offre supporto psicologico e orientamento post-acuzie tramite il proprio Centro di Ascolto e la Fondazione Renato Giunti, forte di una storica tradizione editoriale e pedagogica, cura la creazione dei materiali educativi dedicati agli alunni della scuola primaria. Il progetto prevede cinque webinar, curati dagli odontoiatri e dagli specialisti della formazione, dedicati agli insegnanti della scuola primaria per trasmettere la conoscenza dei corretti stili e promuovere la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. In futuro i promotori vogliono in più realizzare degli incontri in presenza in cui siano coinvolti ancora gli insegnanti e le famiglie. 

Esordio dei casi anche sotto i 12 anni

In Italia si stima siano oltre 3 milioni le persone colpite dai disturbi del comportamento alimentare. Il numero dei casi gestiti dai servizi sanitari è più che raddoppiato in soli quattro anni (da 680 mila nel 2019 ad oltre 1,6 milioni) e si contano circa 3.800 decessi all’anno. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA) rappresentano oggi la seconda causa di morte tra gli adolescenti nel nostro Paese, dopo gli incidenti stradali. Il quadro epidemiologico è preoccupante, ancor più se si considera che l’esordio è precoce: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, quasi il 60% dei pazienti ha tra i 13 e i 25 anni, ma il 6% dei casi riguarda ormai bambini al di sotto dei 12 anni. Accanto ad anoressia e bulimia, si diffondono forme emergenti legate all’uso di app caloriche e ai condizionamenti dei social media, come ortoressia, vigoressia e binge eating disorder.

Educare a gesti elementari ma preziosi

Nata nel 1946, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) promuove da 46 anni il Mese della prevenzione dentale e da quasi venti scende nelle piazze per promuovere la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale.

“Scendere nelle piazze però non basta”, ha spiegato Corrado Bondi, presidente dell’Andi. “La prevenzione autentica – ha precisato – deve partire dalla giovane età. Abbiamo intrapreso questo cammino insieme ai pediatri della Fimp e abbiamo raggiunto un traguardo fondamentale: l’inserimento della salute orale all’interno dei bilanci di salute pediatrici. Coinvolgere i più piccoli genera un prezioso effetto moltiplicatore, perché consente di raggiungere contemporaneamente genitori e nonni. Consolidare una routine quotidiana semplice come l’igiene dentale, che richiede appena un paio di minuti, diventa la chiave per agganciare temi più ampi legati ai corretti stili di vita e alla sana alimentazione. Partire da un gesto elementare permette di costruire un percorso educativo solido e comprensibile”. 

Un aiuto per i ragazzi a riscoprire talenti

Nel progetto c’è una anima che deriva dall’agricoltura, la quale insegna la pazienza e la capacità di reagire alle avversità, a partire da quelle climatiche. “Nasciamo con questo spirito – ha illustrato Marta Cotarella, fondatrice e consigliere d’amministrazione della Fondazione Cotarella –. La nostra storia ha radici intime e familiari, maturate nel periodo successivo all’emergenza Covid. Uno dei nostri ragazzi fu colpito da un’infezione da streptococco beta-emolitico: un percorso lungo dieci anni tra ospedali e visite pediatriche che ha segnato profondamente la nostra famiglia. Di fronte alla domanda di nostro nipote sul perché fosse accaduto proprio a lui, noi madri e zie abbiamo sentito il bisogno di trasformare quell’esperienza in qualcosa di generativo. È stato proprio lui a indicarci la strada: una volta guarito ha espresso il desiderio di guardare avanti, invitandoci ad aiutare i tanti amici che stavano affrontando gravi problemi legati all’alimentazione. È così che è nata la nostra missione, radicata nei principi della terra”.

La Fondazione Cotarella non si occupa della cura in senso clinico, bensì di prevenzione primaria e della fase successiva alla fase acuta della malattia: “Aiutiamo i ragazzi a riscoprire talenti, passioni e competenze che possano favorire il loro reinserimento sociale e l’accesso al mondo del lavoro. Lo facciamo attraverso percorsi laboratoriali dedicati alla cucina, alla comunicazione, alla gestione consapevole dei canali digitali, all’educazione allo sport e all’agricoltura, grazie ai nostri orti e alle fattorie didattiche”.

Un impatto capillare su scala nazionale 

Il progetto si rivolge agli insegnanti e agli alunni della scuola primaria, dove è possibile osservare una alleanza fortissima e costante tra famiglia e istituzione. “C’è un patto di fiducia profondo in cui le famiglie affidano alla scuola ciò che hanno di più prezioso, ed è esattamente su questo terreno che dobbiamo innestare la cultura della salute”, ha spiegato Andrea Chiaramonti, amministratore delegato di Giunti Scuola e della Fondazione Renato Giunti. Introdurre quindi la prevenzione nella scuola garantisce benefici che accompagneranno la persona e la società per l’intero arco della vita. I numeri descrivono un potenziale immenso: sono oltre due milioni i bambini e centinaia di migliaia di insegnanti. “Raggiungere questi alunni – ha aggiunto – significa entrare in contatto diretto con altrettanti nuclei familiari, generando un impatto capillare su scala nazionale”.  

 
 

Sentinelle sul territorio

“Dobbiamo arrivare molto prima che i pazienti si ammalino”, ha suggerito Laura Dalla Ragione, psichiatra e direttore della rete Dca della Regione Umbria. I disturbi alimentari, per manifestarsi nella loro pienezza, richiedono la convergenza di molti fattori e necessitano per questo di una fitta rete di sentinelle sul territorio. “È una definizione che condivido profondamente: anche gli odontoiatri sono presidi preziosi non soltanto per la salute della bocca e della dentizione, ma perché spesso riescono a intercettare precocemente i primi segnali di un disturbo del comportamento alimentare. La bulimia, ad esempio, lascia segni inequivocabili nel cavo orale: il ricorso frequente al vomito autoindotto danneggia gravemente lo smalto e la dentina, ed è sovente proprio il dentista il primo professionista ad accorgersene. Purtroppo arriviamo ancora troppo tardi – ha sottolineato –. Nella pratica clinica incontro mediamente pazienti che convivono con la malattia già da due o tre anni: si tratta di un ritardo drammatico, poiché l’esito della prognosi e l’efficacia delle cure dipendono in maniera determinante dalla precocità della diagnosi e dell’avvio del trattamento”.

La salute orale bene comune

Attraverso il ciclo di webinar interdisciplinari e multidisciplinari destinati agli insegnanti, la campagna punta a trasmettere contenuti scientificamente rigorosi ma fruibili, traducendo il sapere specialistico dell’odontoiatria in un patrimonio accessibile a tutti, coerentemente con il principio che la salute orale costituisce un autentico bene comune.

“Questo percorso formativo vuole rappresentare un primo passo destinato ad aprire la strada a futuri sviluppi, con l’auspicio che il messaggio raggiunga con forza anche i nuclei familiari. L’esperienza diretta nelle classi dimostra che i bambini sono straordinari veicoli di consapevolezza: sebbene vivaci e dinamici, si rivelano incredibilmente ricettivi e capaci di assimilare le buone pratiche per poi trasmetterle con entusiasmo a genitori, nonni e a tutta la famiglia”, ha commentato Evangelista Giovanni Mancini, presidente della Fondazione Andi Ets. 

La prevenzione pretende un approccio integrato 

L’iniziativa fa leva sull’alleanza di tre fondazioni dotate di competenze differenti ma complementari, capaci di affrontare la prevenzione con un approccio integrato. “Il profilo culturale, l’alimentazione e il benessere generale sono elementi strettamente correlati che richiedono un approccio integrato e sistemico”, ha detto la senatrice Elena Murelli, in un video messaggio.

La giusta alimentazione è un elemento fondamentale per intervenire sulla salute “e soprattutto indirizzare quelle che sono le buone scelte e le buone pratiche che, se fatte fin da piccoli, diventano poi gesti naturali nel corso della vita”, ha commentato il senatore Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. “Il ministero naturalmente si spende per far sì di valorizzare quella che è la buona alimentazione. In questo ambito sono stati redatti dei bandi per introdurre nelle mense scolastiche la frutta e la verdura a titolo gratuito".

Mobilitare le migliori energie del Servizio Sanitario Nazionale

Promuovere i corretti stili di vita e comprendere come questi concorrano alla salute generale sono azioni fondamentali, ricordate da Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute. “Gli odontoiatri – ha detto – rappresentano autentiche sentinelle e presidi territoriali di benessere e prevenzione, capaci di cogliere precocemente anomalie e segnali d’allarme”.

Gemmato si è soffermato sull’aumento dell’obesità infantile. “Si tratta di un fenomeno che colpisce i più piccoli e che registra numeri particolarmente allarmanti nel Mezzogiorno. Siamo di fronte a una complessità di natura sociale, culturale e legata ai nuovi modelli di consumo, che impone un’azione integrata e trasversale. È necessario mobilitare le migliori energie del Servizio Sanitario Nazionale insieme al mondo del volontariato, al Terzo settore e all’alleanza virtuosa tra importanti fondazioni che scelgono di unire le forze. L’obesità infantile, infatti, non costituisce solo un dramma individuale per il minore, ma si trasforma inevitabilmente in un’emergenza collettiva: favorisce l’insorgenza di patologie croniche non trasmissibili quali diabete, ipertensione e condizioni infiammatorie correlate ad alcune forme tumorali, minando alla base la sostenibilità dell’intero sistema sanitario pubblico”.

 
 

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