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28 Febbraio 2009

Problemi antichi e gravi

di Giancarlo Casella


Caro Direttore,
Già la presentazione nel volantino pubblicitario dell'evento - il congresso regionale ANDI a Mantova, sul dolore orofacciale - negava, su base epidemiologica, valenza etiologica all'occlusione nel dolore craniofacciale, ma, all'inizio della sua relazione, il prof. Palla andava oltre, negando l'esistenza tout-court di un modello occlusale. Specificava addirittura che siamo tutti asimmetrici, che non è rilevante la classe di Angle, che non sono importanti le interferenze, perché tanto c'è l'adattamento.
Alla fine del convegno, in risposta alla domanda di un collega, negava la possibilità di una prevenzione basata sulla correzione ortodontica, ritenendo l'educazione ad evitare le parafunzioni, la sola possibile prevenzione.
Ora, dato che io e molti altri colleghi ci dedichiamo all'odontoiatria non solo per risolvere, una volta instaurati, alcuni sintomi dolorosi, ma anche per attuare quel “lavorar bene” in conservativa, protesi, ortodonzia, che lo stesso prof. Palla si lasciò scappare, una volta essere probabilmente in grado di dare meno frequentemente conseguenze (ricordo per inciso i 20 casi che il prof. Gerber, suo maestro, dichiarava negli anni sessanta di aver risolto con protesi totali armoniche eliminando la sintomatologia dolorosa pesante, da altri - sicuramente errando - diagnosticata come essenziale e qualche mio caso di emicrania con tutte le caratteristiche dell'essenzialità, aura compresa, stabilmente risolto fino a trent’anni di distanza), vorrei che non si negasse l'evidenza, che lavorar bene vuol dire tener conto, con tutti i compromessi necessari nella pratica, che la migliore funzione avviene quando l'organismo non è obbligato a operare con troppi compensi, che, magari proprio per la parafunzione, rischiano di trasformarsi in scompensi e che, comunque, comportano, localmente e a distanza, atteggiamenti posturali antieconomici e scarsamente confortevoli.
Naturalmente, il discorso è molto più complesso e c'è da tener conto dei compensi reciproci più o meno stabili, dello sviluppo e delle influenze genetiche su di esso, su cui sembrano affacciarsi novità nella ricerca.



 
 

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