L’Assemblea del CNEL ha approvato una proposta di disegno di legge, nata nella Consulta del lavoro autonomo coordinata da Confprofessioni. Il testo rende deducibili fino a 3.615,20 euro i contributi versati volontariamente a fondi e casse di assistenza sanitaria, come già previsto per i dipendenti. Riguarderebbe anche gli odontoiatri iscritti all’ENPAM
Per un lavoratore dipendente i contributi versati a un fondo sanitario integrativo sono deducibili dal reddito fino a 3.615,20 euro, per un libero professionista no. Una proposta di disegno di legge approvata dall’Assemblea del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) il 29 ottobre punta a eliminare questa differenza. Il testo, intitolato “Disposizioni in materia di deducibilità dei contributi di assistenza sanitaria versati dai lavoratori autonomi a enti e casse aventi esclusivamente fine assistenziale”, è stato elaborato nella Consulta del lavoro autonomo del CNEL, coordinata da Confprofessioni.
Cosa prevede la proposta
Il provvedimento stabilisce che i contributi di assistenza sanitaria versati volontariamente dal lavoratore autonomo siano deducibili dal reddito fino a 3.615,20 euro, cioè lo stesso limite oggi previsto per i lavoratori dipendenti.
La platea è ampia e comprende i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata dell’INPS, nonché i professionisti ordinistici iscritti alle rispettive casse di previdenza, quindi per medici e odontoiatri all’ENPAM.
La deducibilità vale per i versamenti a fondi e casse con finalità esclusivamente assistenziale, promossi dalle parti sociali e iscritti all’Anagrafe dei fondi sanitari del Ministero della Salute.
Confprofessioni: “Sana un’asimmetria”
“Si tratta di un risultato positivo per tutto il mondo professionale italiano”, commenta Confprofessioni. “Questa misura sana un’evidente asimmetria del nostro sistema tributario e allinea finalmente le tutele dei lavoratori autonomi a quelle già consolidate per i dipendenti”.
Secondo la Confederazione, l’obiettivo è “tutelare i diritti e la salute dei lavoratori indipendenti attraverso l’incentivazione di forme collettive e organizzate di mutualità sanitaria”. La proposta offrirebbe “una protezione sanitaria più ampia, capace di integrarsi virtuosamente con il Servizio sanitario nazionale”.
I prossimi passaggi
Il CNEL ha potere di iniziativa legislativa secondo l’articolo 99 della Costituzione. La proposta approvata dall’Assemblea dovrà quindi essere trasmessa alle Camere, che decideranno se e quando esaminarla. Per ora non c’è nessuna modifica in vigore: i contributi versati dai professionisti ai fondi sanitari restano soggetti alle regole attuali.
Fonte: Confprofessioni.
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