Per l’accusa il titolare, insieme all'amministratore, avrebbe continuato a proporre prestazioni a pagamento pur essendo consapevole della progressiva incapacità di adempiere alle obbligazioni
Si chiudono le indagini sulla vicenda Visodent, la catena di centri dentistici che ha cessato improvvisamente l’attività lasciando centinaia di pazienti senza le cure già pagate. Stando a quanto pubblicato su Palermo Today, la Procura di Catania ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a due persone, ritenute responsabili di oltre un centinaio di presunti episodi di truffa legati alla gestione delle cliniche operative in Sicilia.
A darne notizia è il Codacons Sicilia. Nel mirino degli inquirenti è finito il titolare e amministratore di fatto delle società Dental Italia Uno srl e Dental Italia Due srl, insieme all’amministratore di diritto delle stesse società. Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero continuato a proporre e far sottoscrivere ai pazienti prestazioni odontoiatriche a pagamento pur essendo pienamente consapevoli della progressiva incapacità delle società di adempiere agli impegni assunti.
La situazione finanziaria delle aziende sarebbe stata già da tempo compromessa, con gravi ritardi nel pagamento dei fornitori e del personale medico, paramedico e amministrativo. Una condizione che, sempre secondo la ricostruzione della procura, avrebbe ridotto in modo significativo sia il numero di operatori disponibili sia la disponibilità dei materiali sanitari necessari per garantire visite e trattamenti programmati.
Nonostante questo, i centri Visodent avrebbero continuato a operare normalmente agli occhi dei pazienti. In tale contesto, sarebbero stati messi in atto raggiri e condotte ingannevoli finalizzate a rappresentare una solidità economica delle società non corrispondente alla realtà e a rassicurare i pazienti sulla concreta possibilità di portare a termine le cure promesse. Una strategia che avrebbe indotto molte persone a versare anticipatamente somme anche rilevanti per prestazioni sanitarie che, in numerosi casi, non sarebbero mai state effettuate o sarebbero state eseguite solo parzialmente.
La chiusura improvvisa e definitiva delle cliniche, avvenuta a metà dello scorso anno, ha formalizzato una situazione che da tempo risultava insostenibile, lasciando numerosi pazienti senza assistenza e senza possibilità di completare i piani di cura già avviati. Con la conclusione delle indagini preliminari, per i due indagati si apre ora la possibilità di un rinvio a giudizio e dell’avvio di un processo che dovrà accertare le eventuali responsabilità penali nella gestione della vicenda.
Photo Credit: Palermo Today
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