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28 Ottobre 2026

Legge di bilancio e giovani dentisti, ANDI apprezza le misure

L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani accoglie con favore le misure per le nuove generazioni annunciate in vista della prossima Legge di bilancio. Per il presidente Corrado Bondi sostenere l’ingresso dei giovani nella professione significa garantire il ricambio generazionale negli studi odontoiatrici


L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) accoglie con favore le iniziative che il Governo intende dedicare ai giovani nella prossima Legge di bilancio e le considera un segnale concreto verso chi si affaccia al mondo del lavoro e delle professioni. Per l’associazione, favorire l’ingresso delle nuove generazioni significa anche rafforzare gli studi odontoiatrici, che garantiscono cure di prossimità ai cittadini e hanno bisogno di ricambio generazionale. “Continueremo a offrire il nostro contributo, affinché le risorse arrivino davvero a chi muove i primi passi in una professione sempre più impegnativa”, dichiara il presidente nazionale Corrado Bondi.

Le richieste di ANDI

Secondo ANDI, le misure allo studio vanno nella direzione che l’associazione chiede da tempo: rendere più sostenibili i primi anni di attività, ridurre il costo del lavoro e favorire la stabilizzazione dei giovani collaboratori. Bondi definisce una priorità condivisa con il Governo l’obiettivo di fare dell’Italia un Paese in cui i giovani professionisti scelgano di restare e di investire sul proprio futuro.

Gli ostacoli all’inizio della carriera

Elena Boscagin, mandataria ANDI per le politiche di ingresso nella professione e dei giovani, ricorda che i giovani dentisti incontrano ostacoli economici e organizzativi già all’avvio della carriera. Ogni intervento che alleggerisca il carico fiscale e sostenga l’occupazione, osserva, è un passo nella giusta direzione. L’auspicio è che il confronto prosegua e che il testo finale della manovra tenga conto anche delle esigenze dei giovani liberi professionisti.

Il ruolo di Confprofessioni

Sulla stessa linea si è espressa Confprofessioni, che nella recente audizione alla Camera sugli effetti della transizione demografica ha chiesto interventi per il ricambio generazionale e l’accesso dei giovani alle professioni. Il tema era già al centro del Manifesto 2032 presentato dalla Confederazione al congresso di Roma del 22 ottobre, dove la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone aveva ricordato che gli under 35 rappresentano appena il 17% dei professionisti.

Per Carlo Ghirlanda, responsabile ANDI per le relazioni istituzionali, l’attenzione del Governo alle professioni intellettuali è un riconoscimento importante, che deve garantire qualità e continuità nel passaggio generazionale. Perché le misure rispondano alle reali necessità dei giovani, sottolinea, serve una sinergia costante tra le professioni per presentare ai decisori proposte comuni. In questo ruolo Ghirlanda indica Confprofessioni, di cui ANDI è socia fondatrice, sia sul piano della rappresentanza politica sia per le iniziative su formazione continua e welfare dei giovani professionisti.

Fonte: ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, comunicato stampa.

 
 

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