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21 Settembre 2020

La prevenzione attraverso i questionari: siamo veramente aggiornati?

Una ricerca su JADA è lo spunto per le considerazioni del prof. Gagliani nella sua Agorà del Lunedì. L’argomento è la comunicazione della prevenzione, ma anche il valore delle revisioni sitematiche

di Massimo Gagliani


Le attenzioni, lusinghiere, che mi rivolge il guru degli editorialisti odontoiatrici, Tamà, al secolo Prof. Carlo Guastamacchia, mi spingono a esplorare il suo territorio preferito: la comunicazione della prevenzione. Me ne da il destro una revisione sistematica apparsa questo mese sul JADA, la rivista odontoiatrica generalista più diffusa negli Stati Uniti (c’è anche un bell’articolo del Prof. Eugenio Brambilla, sulle contaminazioni generate dagli aerosol nello studio odontoiatrico anticipato su Odontoiatria33 e approfondito sul E-book EDRA. 

Amo le revisioni sistematiche (SR) il giusto, sembrano quelle discussioni da club inglese di fine ottocento, rigorosamente “men only”, tanto i sudditi avrebbero procacciato gli agi dalle colonie. Insegnano, tuttavia: non solo quello che emerge dalle analisi, non di rado poco convincente, ma anche quello che bisognerebbe fare per migliorare la ricerca. 

In questa si analizza il valore dei Questionari per la Motivazione all’Igiene Orale, in senso più ampio all’educazione alimentare per la Salute Orale.
A dire il vero, si parla di “Interviste per Motivare”, essendo quindi il questionario una strategia per giungere alle risposte volute. Un tempo dedicato, congiuntamente, attraverso una guida mirata, a comprendere i “costumi” che l’intera famiglia adotta, non solo nell’igiene orale, ma anche in quella alimentare e oltre. Mi pare di sentire il dialogo, all’uscita dello studio odontoiatrico, tra marito e moglie dopo aver accompagnato il pargolo alla visita.

“Hai capito bene cosa ha detto il dottore sul lavaggio dei denti? “ “No!” “Vabbè faremo come fa tua madre; quella è una maniaca!”. 

È la sintesi della non-comunicazione, della contrazione della stessa a uno dei fattori in gioco. Stigmatizza l’inefficacia nella trasmissione del messaggio ma, fatto ancor più grave, segna la fine dell’alleanza terapeutica in un contesto, quello della prevenzione, che dovrebbe fidelizzare (che orrore questo termine….) non solo il paziente, ma l’intera famiglia, alla struttura odontoiatrica. Come spesso accade nelle SR i risultati sono poveri, si fondano su pochi articoli degni, ma ci dicono che approntare un adeguato questionario sulle abitudini alimentari e igieniche – condividendone la compilazione – possa essere un elemento fondante per intercettare la progressione della carie dentale; l’unica azione doverosa che i genitori dovrebbero fare nei confronti dei figli. 

La qualità dei questionari che proponiamo è adeguata ai tempi?
È forse seppellita dalla polvere della nuova conoscenza? 

Sarebbe meglio compilare il questionario assieme ai genitori e non lasciare che gli stessi lo compilino, da soli, in sala d’attesa tra un Whatsapp e un Instagram, quasi fosse un modulo delle poste? 

Odontoiatri infantili, vi chiamo a raccolta, ho bisogno del vostro aiuto: il mio questionario fa acqua da tutte le parti. Per darmi delle arie: what’s about you?, ovvero, siete sicuri che il vostro non sia altrettanto fallace?

 Intanto, in attesa di leggere il paper che Lara Figni, illuminata collega e lettrice dell’universo odontoiatrico, vi fornirà nei prossimi giorni su Odontoiatria33, aspetto il vostro parere su Facebbok o via mail.  

Photo Credit: JDA

 
 

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