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26 Ottobre 2020

Ma i centenari hanno problemi di denti?

Partendo dalla fotografia della salute orale degli anziani, il prof. Gagliani nel suo Agorà del Lunedì si chiede se non sia ora di pensare ad una assistenza odontoiatria domiciliare


Si fa un gran parlare dell’invecchiamento della popolazione, particolarmente nella nostra malconcia Europa; sapere come sia lo stato di salute dento-parodontale nei centenari è certamente un obiettivo legittimo, che sottende a ulteriori indagini e speculazioni.Se lo è posto un gruppo di ricercatori dell’Università di Heidelberg (Sekundo C et al “Periodontal and peri-implant diseases in centenarians” J Clin Periodontol 2020; 47; 1170-1179, a questo link la sintesi della ricerca (in italiano) di Lara Figini) giungendo a conclusioni prevedibili ma singolari.

La patologia parodontale è presente nella gran parte della popolazione esaminata; circa seicento vecchietti sono stati selezionati e, anche nell’immacolata Germania, un tot era già passato a miglior vita senza che nessuno lo annotasse, un altro tot aveva poca voglia di mostrare le fauci e i residui 55 arzilli si sono prestati alla valutazione clinica. 

Tra tutti, quasi due terzi era in possesso di denti propri o di impianti; la prevalenza della patologia parodontale di forma lieve o media interessava tutto il campione, mentre le forme più aggressive erano ristrette a meno del venti percento dello stesso. Il corpo delle informazioni raccolte era ben più vigoroso e interessante ma quello che mi fa riflettere oggi è un fatto: queste persone, che conservano una dignità e una ragione di vita, per sottoporsi a banali operazioni di manutenzione odontoiatrica hanno necessità di spostarsi e di essere assistiti quando, per eseguire queste manovre odontoiatriche, un’assistenza domiciliare di personale debitamente formato non avrebbe costi organizzativi e di strumenti insormontabili

E il fenomeno, se esteso agli ottuagenari assumerebbe proporzioni ben più rilevanti. 

Credo sia ora di pensare al dentista a domicilio, una nuova professione che l’odontoiatria moderna potrebbe codificare con strumenti e protocolli molto facili da adottare se provvisti di tecnologia. In tempi di Covid potrebbe sembrare un problema di infimo ordine ma, proprio per questo, le scelte – anche in questo ambito – sono parse penalizzanti per l’odontoiatria: al contrario ci vorrebbe veramente poco e il vantaggio sarebbe enorme, proprio in termini di qualità di vita.  

L’odontoiatria dell’anziano sarà una delle nuove frontiere di questa professione; creare un paradigma differente di cura, un obbligo delle nuove generazioni. 
Prima o poi, se tutto va bene, diventeremo tutti anziani!


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