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30 Ottobre 2018

Pubblicità, ecco la PdL per modificare la Bersani. Presentata dall’On. Rossana Boldi che la spiega ad Odontoiatria33

Norberto Maccagno

Dopo le tante critiche, denunce, promesse di interventi, petizioni on-line, emendamenti tentati, ed iniziative varie annunciate da parte di Sindacati, Ordine e singoli dentisti, a cercare di modificare concretamente la Legge Bersani in tema di pubblicità sanitaria ci prova una dentista che siede in Parlamento, l’On Rosanna Boldi (Lega Nord) Vice Preside Commissione affari Sociali della Camera dei Deputati (nella foto), che ha depositato una Proposta di Legge ad hoc (numero 1251 - non ancora assegnata): "Norme relative alle comunicazioni informative diffuse dalle strutture sanitarie private di cura e dagli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie". 

Un provvedimento chiaro e snello che “corregge” la Legge Bersani confermano la possibilità di effettuare “le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi dei relativi Ordini delle professioni sanitarie”, ma solo se contengono unicamente le informazioni funzionali con l’obiettivo “di garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona ed al suo diritto ad una corretta informazione sanitaria”. 

Provvedimento che reintroduce il controllo da parte dell’Ordine prevedendo che  “in presenza di comunicazioni con qualunque mezzo diffuse a livello nazionale, gli Ordini professionali sanitari territoriali o le rispettive Federazioni, in caso di informative con qualunque mezzo diffuse a livello nazionale, verificano preventivamente la correttezza delle informative sanitarie proposte dagli interessati con apposita istanza autorizzandone l’impiego nel termine di trenta giorni, decorso il quale le predette informative possono essere diffuse, rimanendo in tal caso comunque salvo il controllo successivo, con connessa facoltà di emissione di motivato provvedimento ordinistico, locale o centrale, che ne inibisca la diffusione”. 

Infine, se approvata, la PdL introduce l’obbligo che il direttore sanitario sia iscritto “all'Albo territoriale in cui hanno sede operativa”.


Onorevole Boldi, il fine principale della sua proposta di legge è quello di tutelare il cittadino da informazioni errate e dalla possibilità che venga “condizionato” nella scelta delle cure, costi compresi?

La corretta informazione sanitaria è uno snodo fondamentale perché possa rimanere centrale nell’esercizio della professione medica (quindi anche in odontoiatria dove si vedono cose veramente indegne), il rapporto di fiducia medico-paziente, presupposto inderogabile di ogni atto medico. Questo vale per qualunque atto medico, e quindi lo scopo della mia proposta di legge, è quello di fare in modo che il cittadino-paziente, non solo non venga condizionato, ma non venga ingannato con informazioni false o incomplete, sia rispetto alle cure che rispetto ai costi.  


Il messaggio pubblicitario dovrà essere preventivamente autorizzato dall’Ordine dove lo studio o il centro odontoiatrico esercita e la responsabilità cade sul direttore sanitario.  

Gli Ordini professionali e le Federazioni, come si evince dal testo, hanno 30 giorni di tempo per esaminare la correttezza delle informative sanitarie diffuse a livello locale o nazionale. Dopo tale periodo i messaggi possono essere diffusi, quindi non si vuole impedire di fare pubblicità. Certo rimane la possibilità di un controllo a posteriori della correttezza delle informazioni pubblicizzate e quindi di comminare le conseguenti sanzioni. (Federazioni e Ordini procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o società iscritti e segnalano all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per l'eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza NdR)Sostanzialmente la proposta di legge vuole ribadire quanto colto nella sentenza del Consiglio di Stato (numero 08091/2017),  pubblicata nel giugno scorso, che evidenzia come il cosiddetto decreto Bersani non abbia liberalizzato totalmente l’attività pubblicitaria, ma mantenga completamente in vigore il rispetto dei criteri di trasparenza e veridicità dei messaggi.Dalla stessa sentenza credo si possa evincere la responsabilità del direttore sanitario anche per quello che riguarda la pubblicità.Nel corso degli anni si è verificato un evidente scollamento, dovuto evidentemente ad una interpretazione quanto meno superficiale, tra le prescrizioni di legge e l’uso spesso strumentale del messaggio pubblicitario.Tra l’altro, proprio per quello che riguarda specificamente la pubblicità in odontoiatria va richiamata una pronuncia della Corte di giustizia Europea del 2017, che invita gli Stati membri, nel legiferare su questa materia, a tenere sempre in considerazione la tutela della sanità pubblica e quella della dignità della professione.Un conto è il mercato libero, un altro il “mercato” sanitario. I servizi sanitari, finalmente direi, con questa raccomandazione, non possono in nessun modo essere considerati semplici servizi economici. 


I tempi per vedere approvata una proposta di legge parlamentare sembrano sempre molto lunghi. Pensa di trovare un’ampia base di consenso per vederla approvata in tempi ragionevoli?

Credo si tratti di una proposta di buon senso, volta a tutelare la salute dei pazienti e la dignità della professione medica e sono convinta che possa essere largamente condivisa.     

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