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21 Dicembre 2018

Fatturazione elettronica e privacy, è caos per medici e dentisti per le fatture non inviate al StS

Norberto Maccagno

A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di emettere fattura elettronica anche verso i privati, il Garante delle privacy rimescola le carte e pone ulteriori dubbi sulla materia, come se non bastassero quelli che ancora oggi persistono. 

Le certezze 

Con la pubblicazione del Decreto fiscale in Gazzetta ufficiale, gli operatori sanitari che inviano i dati al Sistema tessera Sanitarianon devono emettere, per le sole fatture inviate al StS, la fattura in formato elettronico ed inviarla al Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Ma la norma non impediva di emettere queste fatture anche in formato elettronico, scelta che poteva essere utile per una comodità di organizzazione, spiega ad Odontoiatria33 Umberto Terzuolo (nella foto) dello studio Terzuolo Brunero & Associati a Torino- Milano, consulenti fiscali AIO. 

“Molti studi, infatti, seppure avrebbero potuto posticipare l’emissione delle fatture elettroniche (e il relativo invio al sistema di interscambio dati) dal 1 gennaio 2020, erano intenzionati ad emettere le fatture elettroniche in via opzionale già dal 1 gennaio 2019 (essendosi organizzati per tempo per il processo di fatturazione elettronica e come consentito dal D.L. 119/2018)”. 
“Tale scelta –motiva il consulente AIO- era dettata da ragioni di semplificazione gestionale interna soprattutto in merito alle eventuali fatture non inviate al sistema tessera sanitaria (ossia quelle non emesse ai pazienti o su cui il paziente nega il consenso alla trasmissione al sistema TS per motivi di privacy)”.

Infatti la norma obbliga medici e dentisti ad emettere fattura elettronica ed inviarla al SDI delle Entrate per le prestazioni rese a quei pazienti che si oppongono all’invio dei dati al STS


Lo stop del garante della Privacy 

Il Garante della Privacy ha emanato ieri giovedì 20 dicembre 2018, un provvedimento con il quale, “ingiunge” all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell'art. 58, § 2, lett. d), del Regolamento, “di dare idonee istruzioni ai soggetti che erogano prestazioni sanitarie, affinché in nessun caso sia emessa una fattura elettronica attraverso lo SDI concernente l'erogazione di una prestazione sanitaria, a prescindere dall'invio dei dati attraverso il sistema TS”. 

Per le fatture emesse nei confronti dei pazienti ed inviate al Sistema Tessera Sanitaria la decisione del Garante non sposta nulla, gli operatori che utilizzano un unico software che emette fatture in formato XML, potranno continuare a farle, stampandole e consegnandole al paziente, ma senza inviarle al Sistema di interscambio. 

Il problema nasce per le fatture emesse ai pazienti che si sono opposti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.  

Da una parte la normativa fiscale gli impone di emetterla in formatto XML ed inviarla allo SDIDall’altra il Garante della privacy vieta l’invio. 
“Per uno studio odontoiatrico con molta probabilità il problema è residuale, riguardano poche fatture in un anno, ma comunque il problema c’è”, commenta il dott. Terzuolo che si auspica immediati chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.“Ad oggi non posso dare una indicazione. Stando a quanto indicato, in qualsiasi modo il dentista si comporti rischia di venire meno ad un obbligo di legge.
Se rispetta la normativa fiscale, inviando la fattura elettronica al Sistema di interscambio dati, probabilmente viola la normativa sulla privacy; Se non invia la fattura allo SdI in nome della privacy, rischiando però sanzioni per la non emissione della fattura ai fini fiscali”.

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