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20 Settembre 2019

ISA: contribuenti alle prese con i voti: ecco cosa può capitare a chi ottiene quelli bassi

Dentisti e laboratori odontotecnici analizzano il giudizio dato dagli Indici di Affidabilità Fiscale. Ecco chi si può sentire in regola e chi no

Nor. Mac.

A pochi giorni dalla scadenza del pagamento delle Tasse (30 settembre), i Commercialisti minacciano l’astensione dalle attività di trasmissione telematica, quali intermediari, dei modelli di pagamento F24, nei giorni 30/09 e 01/10. La richiesta dei Commercialisti al Governo è quella di rendere gli Indici di Affidabilità Fiscale (ISA) facoltativi in quanto giudicati “strumenti inaffidabili".

Tra i problemi rilevati anche quelli della semplice compilazione, il sistema non consentirebbe, spiegano i Commercialisti, d’importare i dati del contribuente già conosciuti al fisco (quini anche quelli banali come l’inizio attività) e se il dato inserito è diverso da quello in possesso dell’Anagrafe tributaria, c’è una forte penalizzazione sul punteggio finale. 

In attesa di capire la posizione del Governo, i dentisti e laboratori odontotecnici che non rientrano nel regime forfettario allargato alla Flat Tax, sono in questi giorni, se hanno ricevuto “un voto” negativo, alle prese con il dubbio: ed ora cosa succede? 


Cosa sono gli ISA 

Introdotti con il decreto legge n. 50/2017, per il periodo d'imposta 2018, anche con l'obiettivo di superare la logica alla base degli studi di settore. Si tratta, come spiegato dall'Agenzia delle Entrate, di indicatori costruiti con una metodologia statistico-economica basata su dati e informazioni contabili e strutturali relativi a più periodi d'imposta. Consentono agli operatori economici di valutare autonomamente la propria posizione e di verificare il grado di affidabilità. La metodologia utilizzata per elaborare e applicare gli ISA tiene conto di una pluralità di indicatori, sostanzialmente riconducibili a due gruppi: indicatori elementari di affidabilità e indicatori elementari di anomalia. La media del valore dei singoli indicatori elementari esprime, da 1 a 10, il punteggio ISA e rappresenta il posizionamento del contribuente: più alto sarà il valore dell'indice maggiore sarà l'affidabilità fiscale.

A determinati livelli di affidabilità fiscale vengono riconosciuti specifici vantaggi.Per le imprese e i professionisti che raggiungono un punteggio almeno pari a 8, spiegano dalle Entrate, “è previsto l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta, nonché la riduzione di un anno (da 5 a 4) dei termini per l’accertamento dei redditi di impresa e di lavoro autonomo e dell’Iva. I contribuenti con ISA almeno pari a 8,5 sono esclusi, inoltre, dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici.

Coloro che ottengono un punteggio da 9 in su sono esclusi anche dall’applicazione della disciplina delle società non operative e dalla determinazione sintetica del reddito complessivo, laddove il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato. Tra gli altri vantaggi, e questo interessa studi e laboratori, quello dell’essere esclusi dagli accertamenti induttivi, per esempio quelli che sulla base degli acquisti di materiale monouso o di consumo, puntano a ipotizzare il numero di pazienti curati o di protesi realizzate. 


Quando il rischio accertamento? 

“In più occasioni le Entrate hanno chiarito che lo strumento ISA è un puro indicatore e, a differenza di quanto accadeva per gli studi di settore, non comporta un accertamento automatico”, dice ad Odontoiatria33 Franco Merli (nella foto), dottore commercialista consulente fiscale ANDI Genova. “In presenza di voti bassi l’amministrazione fiscale può avere ‘segnale’ che gli suggerisca di attivare un’indagine sul contribuente mediante questionari, accessi, verifiche bancarie e fiscali anche da parte della Guardia di Finanza”.  

Sulla possibilità di “correggere” l’ISA ottenuto il dott. Merli dice che “se dopo una corretta compilazione degli ISA il voto rimane basso, il contribuente può integrare i ricavi per raggiungere il punteggio desiderato, ma se si sono inseriti dati formali non affidabili, il voto risulta talmente basso che è impossibile alzarlo attraverso un maggiore fatturato”. 

“Ritengo però che in questa fase il voto che viene dato al contribuente sulla base dell’ISA sia del tutto indicativo –conclude il dott. Merli- e credo che la stessa amministrazione finanziaria sia consapevole che lo strumento ha necessità di ulteriori verifiche”.

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