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25 Ottobre 2019

Si fa presto a dire (e fare) prevenzione

L’efficacia di quella odontoiatrica? Per il prof. Carlo Guastamacchia si deve analizzare secondo tre livelli 


Quando riflettiamo (per l’Italia) sugli ultimi 50 anni d’impegno per sensibilizzare ogni persona alla prevenzione dentale, dobbiamo analizzare tre livelli: quello pubblico; quello privato; quello personale.  Il risultato dovrebbe verificarsi per il sommarsi dei tre livelli ma, purtroppo, è per ora utopistico pensare che possa realizzarsi presto, e stabilmente. Le ragioni di questa impossibilità sono molteplici: le esaminiamo per ognuno dei tre livelli.  


Pubblico 

Quando si parla di “pubblico” occorre chiarire il concetto: ecco una citazione, purtroppo esemplare. In una gara europea riguardante l'Odontostomatologia Pubblica, la Regione Lombardia, (come sappiamo da fonte ineccepibile) ha esternalizzato buona parte dei servizi pubblici odontoiatrici di Milano, Monza, Bergamo, ecc. Saranno, cioè, i service, a gestire le odontoiatrie d’importanti ospedali lombardi. Come questi “service” opereranno, e con quali risultati, non è per ora dato sapere. Tutti questi dubbi, rimanendo in tema, si moltiplicano quando ci chiediamo quale sarà l’approccio (doveroso) alla prevenzione dentale.  Da che punto dovrebbero partire è quanto auspichiamo: da una rilevazione statistica ben impostata per comprendere da quale livello stiamo partendo. Un buon vantaggio, forzatamente sporadico, è stato apportato da iniziative di alcune Associazioni (ANDI-AIO-SIDP) che promuovono, periodicamente, campagne di sensibilizzazione preventodontica. 


Privato 

La prevenzione viene oggi istituzionalmente affidata all’esecuzione di chi ha conseguito la laurea in Igiene Dentale. In pratica quest’applicazione incontra numerosi ostacoli, che si possono così riassumere: 

1. I laureati in Igiene Dentale sono ancora poche migliaia.

2. Sono raramente operativi nel settore pubblico.

3. L’igienista, che deve essere il primo motivatore “ad personam”, viene troppe volte… 

4.  …chiamato in causa per “pulire i denti”, non per fare l’indispensabile didattica motivazionale.

5. Ogni paziente è reticente nell’investire in “tempo motivante” che ha un costo da addebitare, come accade per qualsiasi didattica o consulenza professionale.

6. Sono rare le Compagnie Assicuratrici che prevedono una copertura riguardante la prevenzione, interpretata quale sollecitudine personale, non come rischio da assicurare. 


Personale 

Negli ultimi anni (15-10) la maggior attenzione alla prevenzione personale è stata sollecitata da svariate forme di pubblicità, per lo più basate sul valore estetico della dentatura; solo recentemente (3-2 anni) si è sottolineato anche il valore in termini di salute generale. Rarissimi, invece, gli spot pubblicitari dedicati all’insegnamento dell’igiene orale personalizzata, impossibile ad insegnarsi, dovendo dedicare i messaggi, impersonalmente, a milioni di “utenti”. 


Conclusione 

E’ indubbio un notevole miglioramento nelle condizioni odonto-stomatologiche di tutta la popolazione, soprattutto per alcune cause concomitanti, quali, soprattutto… 

1. Le campagne mirate, in chiave nazionale, ad opera di studiosi  scrupolosamente dedicati ad applicare le indicazioni del WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità);

2. La maggior attenzione, in generale, verso la propria salute.

3. La martellante pubblicità delle multinazionali, istituzionalmente interessate a diffondere i propri prodotti, anche se…

4.  …meno impegnate nell’indispensabile campagna motivazionale, possibile soltanto con un metodico insegnamento personalizzato.

5. “Occorre intensificare la prevenzione assicurando in contemporanea l’accesso ai servizi essenziali di igiene orale. Lo stabilì già quasi 20 fa l’WHO riconoscendo i minimi indispensabili della cura orale e indicando i componenti chiave di una cura essenziale. Definizione che rimane valida tuttora. Anzi, lo  è ancor di più oggi che si va verso una copertura odontoiatrica globale, come indicato nell’individuazione dei futuri obiettivi di sviluppo sostenibile” (Benzian-Lancet) Prof. Carlo Guastamacchia

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