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05 Novembre 2019

La fragilità sanitaria odontoiatrica a Congresso con il SIOH ma anche in un libro

A fine mese il Congresso numero 20 del SIOH a Torino mentre è appena stato presentato il Manuale di Odontoiatria speciale. Ne parliamo con il presidente Marco Magi


Il 29 e 30 novembre, a Torino, la Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap celebra il suo ventesimo Congresso.

Durante la due giorni congressuale sarà presentato anche il Manuale di Odontoiatria Speciale edito da Edra, oltre 500 pagine per approfondire temi clinici, etici e di comunicazione per la la cura dei pazienti con fragilità

Con il presidente SIOH Marco Magi (nella foto) cerchiamo di fare il punto sulle iniziative cominciando proprio dal prossimo Congresso di Torino.    



Presidente Magi, "La fragilità sanitaria: educazione e clinica in odontoiatria speciale" è il titolo del vostro prossimo Congresso che evidenza due focus: educazione e clinica. Sono questi i principali temi da considerare per assistere i pazienti fragili odontoiatrici? 

Sicuramente sì, la ringrazio per questa domanda. A mio modesto parere - partendo da un giusto approccio sin dalla prima visita, un atto medico non delegabile -  non ci può essere una cura adeguata nella diagnosi e terapia, se non si parte dall’educazione.
Con l’educazione (educere) si afferma, infatti, una responsabilità di un rapporto umano dove il rapporto (prendersi cura) medico/paziente fa parte della storia dell’uomo stesso. Scriveva Sant’Agostino: “L’uomo è fatto per la relazione”. Il medico partendo dalla prima visita (atto fondamentale del rapporto medico-paziente) costruisce una relazione di cura: si interpone mediatore responsabile tra salute e malattia, a maggior ragione quando si parla di persone con disabilità, dedicando al paziente un approccio ed un tempo adeguato partendo dalla Prevenzione come cardine basilare e imprescindibile. In sostanza, sostengo da sempre, che l’educazione è il presupposto, la “conditio sine qua non” della cultura, di ogni scienza compresa quella medica. 


Chi sono i pazienti speciali? Spesso si pensa che siano pazienti che lo studio tradizionale non può trattare.  

Alla prima domanda non possiamo non rispondere citando doverosamente tre definizioni a me care e che costituiscono un’essenza istituzionale. Partiamo con la definizione di disabilità contenuta nella Convenzione delle Nazioni Unite del 2013 sui diritti delle persone con disabilità che recita: 'Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri'. Anche il Codice di Deontologia Medica (2014) all’Art. 32 “Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili” impegna il medico:… tutela il minore, la vittima di qualsiasi abuso o violenza e la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile in particolare quando ritiene che l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita…infine, l’Odontoiatria Speciale è stata definita dalle Raccomandazioni Cliniche in Odontostomatologia - Ministero della Salute (2017): 'L’Odontoiatria Speciale è la disciplina che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione di soggetti che, anche solo temporaneamente, possono ritrovarsi in particolari condizioni: persone con disabilità intellettiva e/o sensoriale; persone affette da malattie che ne riducono la mobilità o la collaborazione e/o con patologie croniche invalidanti; persone con esiti di traumi, malattie genetiche, malattie rare; persone con fragilità sanitaria e persone con malattie che rendono critico il trattamento odontoiatrico. In ambito odontoiatrico si definisce paziente speciale quel soggetto che nell’operatività terapeutica richiede tempi e modi diversi da quelli di routine. La visita di tale paziente richiede approccio e modalità appropriati al grado di collaborazione e autonomia del paziente. In occasione della prima visita è necessario verificare il grado di collaborazione e autonomia dell’individuo, e i trattamenti odontoiatrici e del cavo orale devono essere erogati con gli stessi principi validi per il resto della popolazione'. 
Personalmente mi permetto di aggiungere che per ogni prestazione sanitaria odontoiatrica è necessaria una preparazione adeguata. Per questo motivo, sappiamo bene tutti, che l’aggiornamento culturale (art. 19 del Codice di Deontologia Medica e art. 6 del Codice Etico SIOH) in ambito odontoiatrico, in continua evoluzione, è un dovere e a maggior ragione lo è quando si parla di persone con disabilità.
Riassumendo: alla verifica/conoscenza del grado di collaborazione del paziente deve corrispondere un’adeguata preparazione del professionista per evitare, ove possibile, anche l’anestesia generale.
La S.I.O.H. (in merito) con il suo importante programma culturale annuale si conferma in Italia come un punto costante di riferimento per competenza scientifica e aggiornamento. 


Nella presentazione del Congresso lei ricorda il vostro essere medici. Trattare questi pazienti vi avvicina ancora di più alla medicina? 

Ogni Odontoiatra è per definizione un Medico Odontoiatra. Dobbiamo trasmettere ai giovani Odontoiatri sia la nostra esperienza clinica e sia la nostra humanitas: un binomio imprescindibile per curare i soggetti fragili nella loro complessità e comorbilità. La nostra mission, infatti, si propone di educare anche la popolazione e le Istituzioni a comprendere la stretta correlazione tra salute generale, longevità e salute del cavo orale – come scrivo sempre – a maggior ragione quando si parla di persone con disabilità. Un percorso importante, impegnativo, ma sicuramente gratificante per la nostra Società Scientifica.                                                                                      
Ricordiamo che, la salute del cittadino è protetta dall’Art. 32 della Costituzione Italiana, dal Codice di Deontologia Medica e, ultimamente, anche la Corte di Giustizia Europea del 4 maggio 2017 si è espressa raccomandando agli Ordini di controllare - attraverso l’informazione sanitaria - la tutela della salute del paziente.                                                                                                                                                                        Il Codice Etico S.I.O.H. è fortemente spinto in tutti questi valori come garanzia del nostro operato. 
Oggi, infatti, il medico si trova a fronteggiare tante richieste, fra le quali anche una forte domanda sanitaria e sociale. Per questo motivo, dobbiamo sapere, saper dare, saper fare. Contribuire a dare speranza, dare il meglio agli altri, metterci a disposizione. Rinnovare il nostro entusiasmo.Tutte qualità espresse magnificamente nel Codice di Deontologia Medica e nel Codice Etico S.I.O.H.. 


Durante il Congresso presenterete anche il vostro Manuale di Odontoiatria Speciale. Quali considerazioni? 

Il progetto educativo S.I.O.H. nasce per formare e aggiornare gli studenti e i dentisti in Odontoiatria Speciale e presenta alti risvolti di comunicazione scientifica ed educativa.Per questo motivo la S.I.O.H. si è voluta fare carico della stesura di un Manuale, dove i suoi Autori - circa 150, in un’adesione libera - sono i protagonisti di un ambizioso progetto.    
Riteniamo che con quest’opera la S.I.O.H. fornisca una piccola proposta, ma al contempo una grande opportunità scientifica, di clinica, di ricerca: un’occasione di crescita professionale in Odontoiatria Speciale con l’auspicio di stimolare nuove domande e di favorire un miglioramento personale nella nostra professione. La nostra Società Scientifica con questo Manuale vuole affermarsi - umilmente, ma con decisione - come punto di riferimento scientifico per la formazione in Odontoiatria Speciale in Italia.         
Formarsi e aggiornarsi significa interporsi favorevolmente con i nostri pazienti speciali nella cura della relazione e dove il valore della Persona Umana - del nostro paziente - è mirabilmente descritto nella Relazione di Cura dell’art. 20 del Codice di Deontologia Medica e dell’art. 2 del Codice Etico S.I.O.H.. Infatti, nella relazione di cura e nella cura della relazione si interpone fisiologicamente, e si desume, la nostra formazione e il nostro aggiornamento permanente. 
Concludo sottolineando come la Storia, nella S.I.O.H., sia un cammino di memoria.A tal proposito, ritengo doveroso rivolgere un ringraziamento ai tanti colleghi che hanno lasciato un segno importante nel lungo cammino della nostra storia. Un cammino iniziato ad Arezzo nel 1985 e voluto dal compianto Luciano Dall’Oppio (Bologna) insieme agli altri soci fondatori e colleghi che condividevano le alte finalità della S.I.O.H.: Sicuramente erano tutti precursori e illuminati medici odontoiatri che avevano capito prima di altri l’importanza delle cure odontoiatriche verso le persone con disabilità, l’alto valore non solo clinico e scientifico, ma anche educativo, culturale e sociale. Questo libro è dedicato a loro e ai numerosi amici/colleghi che si sono susseguiti in quasi trentacinque anni di storia della S.I.O.H. Siamo tutti umilmente protagonisti! 

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