Quali gli strumenti da adottare, quali le indicazioni. Prof. Azzolini: attraverso gli occhi il virus può infettare gli operatori
Che la trasmissione del virus Covid-19 avvenga da una persona all’altra attraverso le vie respiratorie è oramai un’informazione nota, queste micro goccioline di saliva assieme al virus possono rimanere sospese in aria per più di mezz’ora, contagiando altre persone e sappiamo come i rischi si amplificano nel caso delle prestazioni odontoiatriche che provocano aerosol.
Recenti lavori scientifici hanno dimostrato non solo come il virus possa diffondersi attraverso le lacrime ma come gli occhi siano una possibile “porta” che consente al virus di infettare le cellule dell’individuo a causa di una proteina chiave utilizzata dal virus per legarsi alle cellule contenuta nell’occhio.
“Il film lacrimale, formato da vari tipi di ghiandole lacrimali, è composto da tre strati che umettano l’occhio con funzioni di difesa, lubrificazione, pulizia e nutrimento dell’occhio”, spiega ad Odontoiatria33 il prof. Claudio Azzolini (nella foto), Ordinario di Malattie dell’Apparato Visivo Dipartimento di Medicina e Chirurgia Università degli Studi dell'Insubria, Varese – Como, Autore del volume “Occhi come prendersene cura” edito da EDRA.
“Le lacrime vengono poi convogliate, attraverso i canalini lacrimali situati nella parte interna delle palpebre, in naso e in gola. Se le goccioline infette vaporizzate in aria si appoggiano sugli occhi, possono quindi facilmente arrivare nelle vie respiratorie provocando contagio e infezione. E questo avviene senza provocare necessariamente una congiuntivite”.
Per questo motivo è necessario che l’operatore si protegga sempre le vie aeree con mascherine igieniche o chirurgiche monouso, ma anche gli occhi con lenti trasparenti avvolgenti o visiere di protezioni a grande visibilità per una massima protezione contro schizzi di materiale organico e saliva.
“Questi –consiglia il prof Azzolini- devono essere leggeri con idoneo punto di appoggio sul naso e idonee lunghezza e inclinazioni delle stanghette per adattarli meglio al proprio viso, tenuto conto che devono essere utilizzati per molto tempo. Le lenti da vista normali possono dare una certa protezione, ma sicuramente minore”.
I DPI per gli occhi raccomandati a protezione dell’operatore in questa Fase 2 dalle Indicazioni ministeriali sono: gli occhiali a stanghette e a maschera (DPI II categoria); schermi facciali; visiera (DPI III categoria).
Gli occhiali a stanghette o maschera, viene indicato “si utilizzano durante le visite su pazienti non sospetti/probabili/confermati; durante le manovre di pulizia ambientale o durante le fasi di lavaggio e disinfezione delle attrezzature di lavoro o dei dispositivi riutilizzabili; durante la fasi amministrative quanto non è possibile mantenere la distanza di un metro tra gli operatori.
Gli schermi facciali “ogni qualvolta sia prevedibile la produzione di aerosol proteggono (DPI III categoria) tutto il volto rappresentando in tal modo un valido ausilio per aumentare la protezione dell’operatore. La visiera inoltre previene contatti involontari delle mani dell’operatore sul volto (per aggiustarsi occhiali da vista o mascherina durante le sedute, ad esempio), che determinano un aumento del rischio di contagio per l’operatore”.
Per i DPI degli occhi è raccomandabile la disinfezione al termine dell'attività prestata ad ogni paziente, come noto il virus può inoltre permanere su diverse superfici, come sull’acciaio inossidabile e soprattutto sulla plastica, per moltissime ore sebbene con bassa infettività.
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