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04 Maggio 2018

La CAO al Ministero: serve un chiarimento sul profilo dell’ASO

Sotto la lente il divieto di intervenire sul paziente

Nor. Mac.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del Decreto che istituisce il profilo dell’Assistente di Studio Odontoiatrico, sono nati alcuni dubbi interpretativi. Tra questi quali siano le attività che l’ASO può effettuare sul paziente nell’assistere l’odontoiatra. 

Sotto la lente, come anche Odontoiatria33 aveva segnalato, c’è all’articolo 1 comma 2 dove viene indicato che "è fatto assoluto divieto all'assistente di studio odontoiatrico di intervenire direttamente sul paziente anche in presenza dell'odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore". 

Una frase che, secondo una rigida interpretazione del dettato normativo, rischia di vedere l’ASO che assiste il dentista nel suo operato, denunciata per esercizio abusivo della professione ed il titolare di studio per concorso, con le conseguenze derivanti dalla Legge Lorenzin. 

A sollevare il problema al Ministero della Salute, chiedendo chiarimenti, è la CAO Nazionale attraverso una richiesta ufficiale. 

“La quotidiana esperienza di lavoro all'interno degli studi odontoiatrici prevede, invece, un'attività ovviamente di puro carattere operativo e ausiliario da parte dell'ASO nei confronti del paziente, sotto la stretta vigilanza dell'odontoiatra”, scrive il presidente CAO Raffaele Ianolo (nella foto) alla dott.ssa Rosanna Ugenti della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute. “Tale attività –continua la nota- è ben descritta nell'Allegato 1 dell'Accordo stesso, descrittivo della Figura Professionale, in cui alla lettera C) del processo di lavoro è prevista "l'assistenza all'odontoiatra nelle attività proprie dell'odontoiatria".  

A puro titolo esemplificativo e non esaustivo, il presidente Iandolo indica alcune tipiche attività di assistenza all'odontoiatra che consistono nell'aspirare la saliva nella bocca del paziente; proteggere la lingua del paziente con lo specchietto durante gli interventi; tenere ben divaricate labbra e guancia per dare maggiore visibilità del cavo orale all'odontoiatra; aiutare l'odontoiatra nel posizionamento di alcuni dispositivi, quali la diga dentale, durante i trattamenti di conservativa e di endodonzia. 

Presidente CAO che ricorda come un'applicazione letterale della disposizione di cui al comma 2 dell'art. 1, potrebbe, invece, “comportare il configurarsi, da parte degli organi di controllo, del reato di esercizio abusivo della professione da parte delle ASO e di conseguenza il reato di favoreggiamento nei confronti del professionista”. 

“Appare, quindi, necessaria –conclude il presidente Iandolo- una nota esplicativa che chiarisca e contestualizzi l'applicazione del comma 2 dell'art. 1 come divieto dello svolgimento, da parte delle ASO, delle prestazioni di competenza dell'odontoiatra e non alla mera assistenza all'odontoiatra stesso”.    

 
 

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