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27 Luglio 2018

Decreto dignità e pubblicità sanitaria

Inammissibili gli emendamenti presentati

Nor. Mac.

Devono considerarsi inammissibili per estraneità di materia gli emendamenti che tentativo di estendere il divieto di pubblicità previsto dal Decreto Dignità per il gioco d’azzardo anche alla pubblicità sanitaria.   

A tentare la strada l’On. Renata Polverini (Forza Italia) e l’On. Elena Carnevali (Pd) con emendamenti simili che se approvati avrebbero modificato la disciplina riguardante le comunicazioni informative che le strutture sanitarie private di cura e gli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie rilasciano ai pazienti. 


Gli emendamenti proponevano di aggiungere all’articolo 9 del Decreto Dignità dopo le parole “giochi e scommesse” le seguenti: e limiti alla pubblicità sanitaria

Questi i due ulteriori commi proposti 

1) A tutela della dignità della persona, della salute pubblica e del diritto degli utenti ad una corretta informazione sanitaria, l'impiego di comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi dei relativi Ordini delle professioni sanitarie di cui al Capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, ivi ricomprese le società di cui all'art. 1 comma 153 legge 4 agosto 2017 n. 124, può contenere unicamente le informazioni di cui all'articolo 2, comma 1, decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali all'oggetto di garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari la loro trasparenza e veridicità nella libera e consapevole determinazione del paziente, con esclusione di qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale. 

2) A garanzia del pieno rispetto dell'efficacia delle presenti disposizioni sull’informativa sanitaria, gli Ordini professionali sanitari territoriali verificano preventivamente la correttezza delle comunicazioniprocedendo in via disciplinare nei confronti dei professionisti o società iscritti e segnalando all’Autorità di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo ogni altro caso involgente le strutture sanitarie private di cura per i provvedimenti sanzionatori di competenza.”

Articolo modificato il 28 luglio ore 9,00

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