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29 Marzo 2019

AIOP festeggia i suoi primi 40 anni. Al Meeting Mediterraneo si cercherà di “misurare” il segreto del successo protesico


In odontoiatria il successo di una ricostruzione è anche, e forse, soprattutto quanto dura nel tempo. Quale è il segreto per fare “durare” una riabilitazione il più a lungo possibile e quanto tempo deve passare perché si possa parlare di successo? E le nuove tecnologie garantiscono il successo? 
A cercare di dare una risposta sarà l’AIOP il 5 e 6 aprile 2019 a Riccione in occasione del Meeting Mediterraneo.  

“Il 7 aprile 2019 AIOP compie 40 anni, una ricorrenza che ci ha spinto a guardarci indietro per capire i motivi del successo avuto dall’Accademia e ci ha suggerito di cercare di capire se le ricostruzioni protesiche possano avere lo stesso grado di longevità dell’Accademia e quali sono i fattori che ne garantiscono la durata”, dice ad Odontoiatria33 il neo presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica Carlo Poggio

Di fatto in AIOP si sono detti: prendiamo l’età dell’Accademia come ordine di grandezza e vediamo quanti lavori clinici sono ancora efficienti.  

“La storia clinica offre numerosi esempi di terapie con follow up ultradecennali, 25, 30 e più anni, dai classici casi di Morton Amsterdam in poi –dice il presidente Poggio- abbiamo così pensato che 40 anni sono anche l’ordine di grandezza di un ipotetico successo terapeutico a lunghissimo termine, un tempo ideale a cui tendere come durata di un lavoro protesico”. 

Per fare questo AIOP ha chiesto ad alcuni relatori di condividere con i soci i criteri che sono associati nella loro esperienza clinica al successo a lungo termine, criteri biologici, biomeccanici, progettuali. 

“In questa fase di forte innovazione sui materiali e sulle tecniche protesiche –continua Poggio- crediamo che sia indispensabile osservare con cura i principi che sono risultati essere alla base del successo di terapie durate decenni, per poter ricercare in ogni innovazione il rispetto di quegli stessi principi di base, dal momento che gran parte dei materiali e delle tecniche più recenti e interessanti diffusi nella pratica protesica corrente hanno al momento ovviamente follow up tutto sommato ridotti”. 

Ma il Meeting Mediterraneo guarderà anche all’odontoiatria del futuro, che poi è già presente, con le sessioni DigitalDentistry@AIOP e AIOP Dentures dove esperti e sistemi diversi si confronteranno in tempo reale nella progettazione digitale di casi complessi.  

“E’ dovere dell’Accademia guardare in modo critico alle molte nuove tecnologie disponibili in protesi sia dal lato clinico che dal lato odontotecnico”, dice il presidente Poggio.

“I lavori eseguii utilizzando queste tecnologie ovviamente hanno una storia molto recente per questo credo dobbiamo guardare al nostro passato per capire quali sono i criteri che hanno consentito il successo dei lavori eseguiti con le tecniche tradizionali e capire se quegli stessi parametri sono utilizzabili”. 

Le regole base dell’odontoiatria protesica devono rimanere le stesse indifferentemente dalle tecniche e strumenti utilizzati, sostiene Poggio. Tra le tante relazioni cliniche sarà interessante quella tenuta da un non clinico, Roberto Rosso presidente dell’istituto di ricerca Key Stone, che attraverso i dati delle sue analisi statistiche, cercherà di indicare dove sta andando la protesi. 

Tra le novità dell’Academia presentate a Riccione anche AIOP Education, un progetto formativo dedicato alle scuole odontotecniche. 

A questo link tutte le informazioni ed il programma.


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