HOME - Implantologia
 
 
18 Giugno 2020

La migliore strategia chirurgica nel posizionamento implantare attraverso la misura della densità ossea

Prima parte di un percorso di ricerca per valutare quanto il posizionamento implantare possa essere condizionato/agevolato dalla misura della densità ossea e quale sia il modo migliore per eseguirla

di Danilo Alessio Di Stefano


Una sufficiente stabilità primaria dell’impianto dentale è requisito di primaria importanza al fine di ottenere l’osteointegrazione e, quindi, il successo dell’intervento di riabilitazione implanto-protesica.

Uno dei fattori che maggiormente influenzano la stabilità primaria è la densità dell’osso trabecolare nel sito di inserimento implantare. Ciononostante, i metodi attualmente disponibili per valutare la densità ossea non sono affidabili oppure non sono applicabili nella normale pratica clinica.

Infatti, la tomografia computerizzata fornisce dati potenzialmente precisi, ma espone il paziente a una dose di radiazioni eccessiva; la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT) riduce la dose di radiazioni, ma utilizza algoritmi di calibrazione non noti all’utilizzatore che variano in base al fabbricante; la densitometria ossea ad assorbimento di raggi x (DEXA), spesso utilizzata per determinare il grado di osteoporosi in ambito non odontoiatrico, fornisce valori bidimensionali e non volumetrici. Altri metodi – quali analisi istomorfometriche, l’applicazione del principio di Archimede e l’analisi di biopsie tramite micro-CT – non sono utilizzabili nella pratica clinica a causa della loro invasività.

Pertanto, la misura di questo parametro cruciale per il successo dell’intervento di riabilitazione è tutt’oggi lasciato alla percezione soggettiva del chirurgo che, durante la fresatura, utilizza la classificazione proposta da Misch (quattro livelli di densità ossea, D1-D4) e modificata poi da Trisi e Rao (“soft”, “normal”, “hard”). È quindi evidente la necessità di sistemi che consentano misure della densità ossea ripetibili e basate su parametri quantitativi e oggettivi.

A questo proposito, alcuni studi su animali e su cadavere pubblicati negli anni Novanta hanno suggerito che la resistenza al taglio durante la fresatura potrebbe rappresentare una buona stima della densità ossea. Infatti, un tessuto osseo di maggiore densità dovrebbe offrire maggior attrito a una fresa, e quindi la misurazione della forza necessaria per mantenere costante la velocità di rotazione della fresa potrebbe fornire una misura oggettiva della densità ossea.

Negli ultimi anni è stato introdotto un micromotore implantare (TMM2/TMM3, IDI Evolution) in grado di misurare istantaneamente e con elevata frequenza la coppia (nota anche come “torque”) necessaria per mantenere costante la rotazione di una particolare sonda durante la discesa all’interno dell’osso. Tale sonda viene utilizzata in una fase intermedia di preparazione dell’osteotomia necessaria per l’inserimento dell’impianto. Gli algoritmi di cui è dotato lo strumento sono in grado di tradurre il valore di torque in una misura di densità.

Il motore permette di misurare tre quantità: il torque di picco (Cp), il torque medio (Cm) e l’integrale torque-profondita (I). In particolare, il torque medio Cm è il parametro che consente la misura della densità ossea nel sito implantare, mentre l’integrale I viene misurato durante l’inserimento dell’impianto e riassume l’insieme delle interazioni dinamiche tra osso e impianto durante l’inserimento stesso, fornendo quindi una misura di stabilità primaria dell’impianto.

Per validare il micromotore TMM2/3 come strumento efficace per la misurazione della densità ossea nel sito implantare è stato intrapreso un percorso di ricerca pre-clinica che ha visto lo svolgimento di test approfonditi in diversi modelli sperimentali dell’osso spongioso umano: blocchetti di poliuretano, blocchetti di osso equino deantigenato e costolette bovine.

Il primo passo di questo percorso è stato quello di determinare se la lettura di densità fornita dal motore tramite il torque medio fosse effettivamente correlata con la densità nota del poliuretano. Questo primo esperimento ha dimostrato come, nel range di densità ossea di mascella e mandibola, ci sia una correlazione lineare tra valore di torque medio fornito dal motore implantare e densità del poliuretano (misurata preventivamente e quindi nota), sia a secco che in condizioni di irrigazione del sito (Di Stefano et al., 2016). Lo studio ha anche mostrato che le misure di densità sono indipendenti dall’operatore e che la variabilità da esso introdotta in condizioni di irrigazione non supera il 10%, dimostrando così anche l’affidabilità e ripetibilità delle misure.

Successivamente, si è voluto indagare se la relazione lineare tra il torque medio fornito dal motore implantare e la densità ossea fosse mantenuta anche in un modello diverso, più vicino all’osso umano, ovvero le costole bovine. In questo caso, la densità è stata misurata tramite analisi istomorfometrica dell’osso bovino. I risultati del lavoro in oggetto dimostrano come la misura del torque medio fornita dal motore sia significativamente correlata con la % di trabecole ossee quantificata istomorfometricamente, fornendo così ulteriore evidenza della validità del torque medio come misura della densità ossea (Iezzi et al., 2015).

La correlazione tra torque medio e densità ossea, e quindi la validità di questo parametro per la misurazione della densità ossea nel sito di inserimento implantare, è stata confermata anche in un terzo modello sperimentale, l’osso equino deantigenato (Orlando et al., 2019). Quest’ultimo studio ha quindi permesso di ottenere la retta di calibrazione torque medio/densità ossea del micromotore TMM2/3 in un modello sperimentale, l’osso equino, che rappresenta una buona approssimazione del setting clinico nel quale il chirurgo misura la densità ossea nel paziente.  

Implicazioni cliniche
Complessivamente, i risultati di questi studi mostrano come il micromotore implantare TMM2/3 possa rappresentare per il chirurgo orale uno strumento per stabilire la migliore strategia di preparazione del sito implantare. Infatti, questo metodo consente una misura intra-operatoria e sito-specifica della densità ossea in una fase precoce dell’intervento, dando la possibilità al chirurgo di modulare opportunamente il protocollo di inserimento implantare sulla base del tipo di osso rilevato.

Decisioni operatorie estremamente delicate possono essere quindi ora basate su di un parametro oggettivo e riproducibile per la misura della densità ossea, validato da un percorso di ricerca rigoroso.

Fig. 1 Il micromotore implantare TMM3 (IDI Evolution); rappresenta un’evoluzione del micromotore TMM2 utilizzato per gli esperimenti descritti in questo articolo, conservando però gli stessi algoritmi che costituiscono il cuore del sistema di misurazione della densità ossea


Fig. 2 La sonda per la misurazione della densità ossea


Fig. 3 La sonda in azione nei blocchi di poliuretano


Fig. 4 La misurazione della densità ossea nelle costole bovine


Fig. 5 La misurazione della densità ossea nei blocchi di osso equino deantigenato


Fig. 6 Misurazione della densità ossea nel setting clinico


Fig. 7 L’output del micromotore TMM2/3. Cm: coppia media (torque medio); Cp: coppia di picco (torque di inserimento); I: integrale della curva torque/profondità; D: profondità raggiunta dalla sonda in decimi di millimetro. Le aree verdi, gialle e rosse corrispondono a Cm ≤5 Ncm; 5 Ncm < Cm ≤ 12 Ncm; Cm >12 Ncm, rispettivamente


Per approfondire

  • Iezzi G, Scarano A, Di Stefano DA et al. Correlation between the bone density recorded by a computerized implant motor and by a histomorphometric analysis: a preliminary in vitro study on bovine ribs. Clin Implant Dent Relat Res 2015;17(Suppl 1):e35-e44, doi:10.1111/cid.12121.
  • Di Stefano DA, Arosio P. Correlation between bone density and instantaneous torque at implant site preparation: a validation on polyurethane foam blocks of a device assessing density of jawbones. Int J Oral Maxillofac Implants 2016;31(5):e128-e135, doi:10.11607/jomi.4475.
  • Orlando F, Arosio F, Arosio P, Di Stefano DA. Bone density and implant primary stability. A study on equine bone blocks. Dent J (Basel) 2019;7(3):73. Published 2019 Jul 1, doi:10.3390/dj7030073.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...


Gli autori hanno sviluppato e testato una procedura basata su impronta, digitalizzazione e confronto tridimensionale per valutare la compatibilità tra differenti connessioni implantari


Uno studio internazionale ha analizzato workflow, usabilità, costi, requisiti tecnici e librerie protesiche dei principali software per la pianificazione implantare guidata, valutandone...


Una ricerca ha valutato l’impatto della segmentazione CBCT basata su AI sulla precisione della chirurgia implantare robot-assistita 


Uno studio prospettico realizzato da ricercatori italiani analizza l’evoluzione della stabilità implantare e apre la strada a trattamenti sempre più personalizzati


Altri Articoli

Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...


Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili


Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale


Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...


Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...


Cronaca     23 Luglio 2026

Corso di protesi totale digitale

Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”


In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...


La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...


Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale


La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...


L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti


“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria


Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi