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02 Dicembre 2019

Doppia iscrizione all’Albo, a che punto siamo?

Le riflessioni di un laureato in odontoiatria e laureato in medicina che si è vista rifiutare la doppia iscrizione, come da indicazione ministeriale


Spett.le Direttore, 
sono un odontoiatra ed esercito l'attività come libero professionista nello studio di mia proprietà. 
Ho letto alcuni articoli riguardanti l'argomento della doppia iscrizione e vorrei fare alcune riflessioni prendendo spunto dal mio caso. 
Nel luglio di quest'anno, dopo sei anni di studio e nel pieno rispetto delle tempistiche, mi sono laureato con il massimo dei voti in Medicina e Chirurgia e successivamente abilitato all'esercizio della professione. 
Faccio la prima riflessione rispondendo a chi, su queste pagine, si chiede perché un odontoiatra voglia conseguire una laurea in Medicina e dico che in primo luogo non è vietato ed inoltre il possesso del titolo fornisce un bagaglio di conoscenze spendibili in molti ambiti e che le scelte, ferme restando le incompatibilità, rientrano nella libera determinazione dell'individuo. 


Ho presentato domanda di iscrizione all'Albo dei Medici dell'Ordine di Torino che mi è stata respinta ai sensi dell'articolo 4 della legge 409/1985. 

Questo respingimento parrebbe ineccepibile se si eccettuano due aspetti: 

1) rimane difficilmente comprensibile (e parlo come cittadino) che, in base allo stesso articolo, un laureato in Medicina e Chirurgia e successivamente in Odontoiatria possa ottenere la doppia iscrizione mentre un laureato in Odontoiatria e successivamente in Medicina e Chirurgia, se la veda negare. 
2) esistono precedenti di soggetti nella mia stessa identica situazione che sono stati invece regolarmente iscritti ai due Albi. 

Ergo le regole non valgono per tutti e dovunque allo stesso modo.... 

Io sono a conoscenza quattro casi, di cui uno per in ciascuno dei due ordini provinciali che a me hanno negato l'iscrizione ma ve ne sono certamente molti altri. 
Quindi una doppia differenza di trattamento, una rispetto a chi ha conseguito i titoli nell'ordine cronologico inverso al mio, e l'altra rispetto ai colleghi nella mia stessa condizione con il risultato di essere, credo, l'unico laureato ed abilitato in Medicina in Italia non iscrivibile all'albo. 

Qui c'entra la Costituzione prima ancora dell'articolo 4,a mio modesto parere. 

Non mi dilungo poi sui danni, a parte l'umiliazione morale non quantificabile, che tale decisione sta causando e nemmeno sul ruolo degli ordini professionali. 
Si potrebbe obiettare che avrei potuto fare ricorso. 

Certo, la spesa preventivata era di circa diecimila euro con tempi ed esiti incerti. 
Faccio poi un ultimo commento su un articolo che ho letto riguardante progetti di riforme per la creazione di percorsi universitari con un biennio/triennio di studi comune tra corso di laurea in Odontoiatria e Medicina e Chirurgia in modo da accorciare il percorso per il conseguimento dei due titoli. 

A parte il fatto che ci sarebbe parecchio da discutere al riguardo, mi paiono discorsi futuribili e fumosi slegati da una realtà molto diversa in cui, ad oggi, si verificano situazioni come la mia che non dovrebbero assolutamente esistere oltre a prefigurare scenari che, con i tempi di evoluzione e cambiamento delle normative in questo Paese, assumono una connotazione futuristica. 
Ringrazio per l'attenzione e porgo distinti saluti. 


Dott. Fulvio Albrito  

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