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05 Novembre 2026

STP per le società odontoiatriche, cosa prevede l’emendamento Cappellacci

L’emendamento 25.0100 al DDL “Prestazioni sanitarie” modifica la Legge concorrenza 2017 e riserva l’esercizio societario dell’odontoiatria alle Società tra professionisti, con eccezioni per ospedali, istituti di ricerca e università accreditati. Le società esistenti avrebbero 24 mesi per adeguarsi. La discussione in Commissione è stata rinviata. ANDI ne chiede l’approvazione


Societa dentista 02

Ventiquattro mesi per trasformarsi in Società tra professionisti, oppure smettere di esercitare l’odontoiatria in forma societaria. È ciò che prevede, per le società già operanti, l’emendamento 25.0100 al DDL C. 2365 “Prestazioni sanitarie”, depositato in Commissione Affari sociali della Camera dal relatore e presidente della Commissione Ugo Cappellacci. Il testo ha preso il posto dell’emendamento 25.04 sull’annotazione delle società all’Albo, che è stato ritirato. Secondo ANDI è stato riformulato “in piena condivisione” con il primo firmatario di quella proposta, l’onorevole Matteo Rosso. Ecco che cosa contiene la proposta, in base alla sintesi diffusa da ANDI. 

Cosa modifica l’emendamento

L’emendamento interviene sulla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 124 del 2017, all’articolo 1, comma 153. È la norma che oggi regola l’esercizio dell’odontoiatria in forma societaria. Il testo introduce un nuovo articolo dedicato all’esercizio dell’attività odontoiatrica.

Il principio di fondo è questo: l’odontoiatria in forma societaria può essere esercitata esclusivamente da Società tra professionisti iscritte nella sezione speciale dell’Albo provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Essendo iscritte, le STP sono soggette alla vigilanza e al potere disciplinare dell’Ordine.

Le eccezioni: ospedali, ricerca e università accreditati

Restano escluse dall’obbligo le società titolari di attività che fanno capo a istituzioni accreditate con il Servizio sanitario nazionale: istituti di ricovero, istituti di ricerca e didattica istituzionale e istituzioni universitarie.

Queste strutture devono avere un direttore sanitario iscritto all’Albo degli Odontoiatri. Il direttore comunica il proprio incarico all’Ordine territoriale competente per la sede della struttura.

STP, direttore sanitario e collaboratori

Per le strutture organizzate come STP, la sintesi di ANDI indica che non è richiesto un direttore sanitario.

L’emendamento disciplina anche l’organizzazione del lavoro. All’attività dei soci professionisti possono collaborare sia dipendenti sia lavoratori autonomi esterni. I soci di una STP odontoiatrica, inoltre, possono partecipare anche ad altre società tra professionisti.

Società esistenti: 24 mesi per adeguarsi

Tutte le altre forme societarie che svolgono attività odontoiatrica, comprese quelle già in esercizio, dovrebbero trasformarsi in STP entro 24 mesi dall’entrata in vigore della norma.

Il requisito dei due terzi

ANDI ricorda inoltre che la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 ha modificato i requisiti per garantire la prevalenza dei professionisti nelle STP. Ora basta rispettare uno solo dei due criteri della maggioranza qualificata dei due terzi:
● la maggioranza numerica dei soci professionisti;
● la titolarità di almeno due terzi del capitale sociale, o dei voti nelle decisioni, in capo ai soci professionisti.

La stessa legge stabilisce che i patti sociali o parasociali che aggirano queste regole non hanno alcun valore ai fini della maggioranza richiesta.

Le posizioni di ANDI e CAO

ANDI presenta l’emendamento come una “rilettura che prende integralmente in considerazione” le richieste avanzate dall’Associazione nel confronto con il Ministero della Salute e con il Parlamento. In vista della ripresa dell’esame, ribadisce l’urgenza di ricondurre l’esercizio societario dell’odontoiatria al modello STP per tutelare i pazienti e la continuità delle cure, “da tempo messa a repentaglio dal susseguirsi di chiusure improvvise” di strutture odontoiatriche.

Anche la CAO nazionale sostiene l’emendamento.Il presidente Andrea Senna ha ringraziato Cappellacci per aver accolto la proposta presentata da FNOMCeO e CAO e ha chiesto a tutte le forze parlamentari di approvarlo.

Il DDL, già approvato dal Senato, torna ora in Commissione Affari sociali della Camera. Se verrà modificato, dovrà tornare al Senato per una nuova lettura.

Fonte: ANDI, comunicato stampa.

 
 

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