In una lettera alla Commissione Affari sociali della Camera, FNOMCeO e CAO nazionale chiedono che le società che esercitano l’odontoiatria adottino come regola il modello delle Società tra professionisti e si dicono contrarie all’emendamento 25.04 al DDL “Prestazioni sanitarie”. Andrea Senna: “Il paziente non è un cliente”
Per l’odontoiatria esercitata in forma societaria non basta che a curare il paziente sia un professionista abilitato: anche la società deve rispondere all’Ordine delle proprie scelte organizzative. È il principio che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e la Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale chiedono di inserire nel DDL “Prestazioni sanitarie”, all’esame della Commissione Affari sociali della Camera. In una lettera al presidente della Commissione, Ugo Cappellacci, e a tutti i componenti, il presidente FNOMCeO Filippo Anelli e il presidente CAO Andrea Senna ripropongono una modifica già presentata a settembre. La modifica prevede che le società odontoiatriche adottino, salvo eccezioni, il modello delle Società tra professionisti (STP).
La proposta: le STP come regola generale
Secondo FNOMCeO e CAO, ricondurre l’attività odontoiatrica in forma societaria al modello delle STP serve a garantire tre cose: l’autonomia delle decisioni cliniche, la responsabilità deontologica e la tutela della salute dei cittadini. Una STP è iscritta all’Albo ed è soggetta alla vigilanza e al regime disciplinare dell’Ordine, anche quando una violazione dipende da direttive impartite dall’organizzazione societaria.
“L’odontoiatria è una professione sanitaria, non una semplice attività commerciale”, afferma Senna. “Quando viene esercitata attraverso una società, dobbiamo garantire che al centro delle scelte ci siano sempre la salute e la sicurezza del paziente, l’autonomia del professionista e il rispetto delle regole deontologiche. Non possiamo consentire che le decisioni cliniche siano condizionate da interessi esclusivamente economici”.
Per il presidente CAO la presenza di un odontoiatra abilitato è “un requisito imprescindibile”, ma non basta: “Occorre anche che la società risponda delle proprie scelte organizzative, soprattutto quando queste possono interferire con l’indipendenza del professionista”.
Chi resta escluso: esercizio individuale ed eccezioni
La Federazione precisa che la proposta non riguarda l’esercizio individuale della professione. Non intende nemmeno ostacolare la collaborazione tra professionisti o le esigenze organizzative delle strutture sanitarie. Il testo prevede inoltre eccezioni specifiche per alcune realtà sanitarie e universitarie e un periodo di adeguamento per le società già operanti.
L’emendamento 25.04: annotazione non vuol dire iscrizione
Nella lettera FNOMCeO e CAO si dicono contrarie all’emendamento 25.04, presentato dall’onorevole Matteo Rosso come primo firmatario. L’emendamento prevede che le società del settore odontoiatrico siano annotate all’Albo degli Odontoiatri, senza però introdurre espressamente un regime di responsabilità disciplinare equivalente a quello delle STP.
“La semplice annotazione di una società all’Albo non equivale alla sua iscrizione”, osserva Senna, “e non garantisce automaticamente che l’Ordine possa esercitare nei suoi confronti gli stessi poteri di vigilanza e disciplinari previsti per le STP”.
La Federazione segnala anche un secondo problema. L’emendamento cancella, dalla norma che intende modificare, il riferimento esplicito al direttore sanitario iscritto all’Albo degli Odontoiatri, anche se restano applicabili le altre disposizioni sulla direzione sanitaria.
La richiesta al Parlamento
FNOMCeO e CAO chiedono alla Commissione di accogliere la loro proposta. In alternativa, ritengono indispensabile almeno prevedere espressamente l’iscrizione delle società all’Albo e la loro sottoposizione alla disciplina deontologica. Le due istituzioni si dicono disponibili a un confronto tecnico e istituzionale nel seguito dell’esame parlamentare.
“Il paziente non è un cliente e la salute non può essere trattata come una merce”, conclude Senna. “L’organizzazione dell’odontoiatria deve rispondere prima di tutto alla qualità e alla sicurezza delle cure. È questo il principio che chiediamo venga posto al centro della legge”.
Fonte: FNOMCeO, comunicato stampa
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