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27 Settembre 2021

Società odontoiatriche: in vista la scadenza per il versamento ad ENPAM dello 0,5% sul fatturato

Le STP sono escluse ma non tutte. Oltre 5 milioni di euro quanto incassato da ENPAM ma lo scorso anno solo il 50% delle società lo ha versato. Le sanzioni per gli inadempienti


Entro giovedì 30 settembre le società odontoiatriche devono dichiarare ad ENPAM un contributo dello 0,5% sul fatturato delle prestazioni odontoiatriche del 2020 alla quota B del Fondo di previdenza generale.
Nel 2020, secondo i dati che ENPAM ha fornito ad Odontoiatria33, le società che hanno versato il contributo sul fatturato del 2019 sono state 2.507 sulle oltre 5mila registrate alla Camera di commercio per un fatturato medio dichiarato è di 433 mila euro per società. 

“L’importo contabilizzato a Bilancio Consuntivo 2020 (31 dicembre) relativo ai contributi dovuti dalle società odontoiatriche nel 2020 sul fatturato 2019, è pari a 5.048.508 euro compresi i contributi relativi ad anni precedenti”, ci informano da ENPAM. 


Nuove modalità per dichiarare il fatturato

Rispetto alla dichiarazione dello scorso anno cambiano le modalità operative, viene abolita la possibilità di inviare la dichiarazione attraverso il modello cartaceo (Dso) che deve essere fatta attraverso una apposita area predisposta sul sito ENPAM a questo link.


Chi deve dichiarare e versare

Tutte le società che hanno prodotto fatturato per cure odontoiatriche compresi i poliambulatori, solo per la parte delle cure odontoiatriche.

Devono dichiarare ma non versare, ricordano da ENPAM, “le società che non hanno i requisiti soggettivi previsti dalla norma. Come, ad esempio, le società tra professionisti che non hanno nominato il direttore sanitario, le società che non svolgono attività odontoiatrica o le società che non hanno prodotto fatturato”.
In quest’ultimo caso, precisano da ENPAM, “le società che nel 2020 non hanno prodotto fatturato imponibile presso la Quota B dell’Enpam devono dichiararlo nel modello online, esplicitandone la motivazione”.


Sanzioni

Chi verserà oltre la scadenza (30 settembre) sarà soggetto alle sanzioni previste in base all’articolo 116, commi 8 e seguenti della legge n. 388 del 23 dicembre 2000: ovvero il 5% annuo dell’importo dovuto ma non oltre il 40% totale.
Sul fronte controlli ricardiamo che ENPAM ricordano che nel 2011 la Fondazione ENPAM e l’Agenzia delle Entrate hanno firmato una convenzione per la cooperazione informatica, che consente di effettuare controlli incrociati, stesso sistema utilizzato per “stanare” l’evasione contributiva. 

 
 

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