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03 Luglio 2026

La Commissione europea apre un’indagine antitrust su Align Technology

Obiettivo verificare un presunto abuso di posizione dominante, si vuole verificare se l’azienda obbliga i dentisti che prescrivono la fabbricazione degli allineatori Invisalign ad utilizzare solamente scanner iTero


ortodonzia mascherina 02

La Commissione europea ha avviato un procedimento antitrust nei confronti di Align Technology per verificare un presunto abuso di posizione dominante nei mercati degli allineatori trasparenti e degli scanner intraorali. L’indagine, avviata a seguito di una denuncia presentata da un concorrente, rappresenta la prima istruttoria antitrust formale aperta da Bruxelles nel settore dei dispositivi medici e riguarda in particolare le modalità di interoperabilità tra gli allineatori Invisalign e gli scanner intraorali utilizzati dagli odontoiatri.

L’istruttoria interessa le attività di Align Technology, multinazionale statunitense specializzata nei dispositivi per l’odontoiatria digitale, e si concentra sul rapporto tra i due principali prodotti commercializzati dall’azienda: gli allineatori trasparenti Invisalign e gli scanner intraorali iTero. Secondo la Commissione europea, la combinazione tra queste due tecnologie potrebbe aver contribuito alla creazione di un ecosistema chiuso, limitando la possibilità per i professionisti di utilizzare scanner prodotti da aziende concorrenti per prescrivere trattamenti con allineatori Invisalign.Gli scanner intraorali rappresentano oggi uno degli strumenti fondamentali nel flusso di lavoro digitale odontoiatrico. Le scansioni tridimensionali delle arcate dentarie vengono infatti impiegate sia in ambito ortodontico sia restaurativo e costituiscono il passaggio necessario per l’ordinazione degli allineatori trasparenti. Per questo motivo, eventuali limitazioni tecniche o commerciali che incidano sull’interoperabilità tra scanner e software possono avere effetti rilevanti sulle dinamiche concorrenziali del mercato.

Secondo l’ipotesi della Commissione, Align Technology potrebbe aver sfruttato la forte posizione di mercato degli allineatori Invisalign per indurre di fatto gli odontoiatri ad acquistare gli scanner intraorali iTero qualora intendessero prescrivere i trattamenti Invisalign ai propri pazienti. 

L’attenzione di Bruxelles si concentra su due specifiche condotte che, se confermate, potrebbero configurare un abuso di posizione dominante.

  • La prima riguarda il presunto rifiuto, a partire dal 2017, di consentire agli scanner intraorali concorrenti di ultima generazione di trasmettere automaticamente ad Align le scansioni necessarie per l’elaborazione degli ordini Invisalign.
  • La seconda concerne il mancato riconoscimento delle scansioni generate da altri scanner, nonostante tali file siano realizzati attraverso formati standard ampiamente utilizzati nel settore odontoiatrico.

Secondo la Commissione, tali comportamenti avrebbero l’effetto di vincolare gli odontoiatri all’acquisto dello scanner iTero per poter accedere in modo efficiente agli allineatori Invisalign. Una situazione che potrebbe rafforzare ulteriormente la posizione della società sia nel mercato degli scanner intraorali sia in quello degli allineatori trasparenti. Invisalign, infatti, ha beneficiato fino al 2017 di una posizione pressoché monopolistica, sostenuta dalla protezione brevettuale di cui godeva il prodotto.

Dal punto di vista giuridico, il procedimento mira a verificare l’eventuale violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 54 dell’Accordo sullo Spazio economico europeo. Entrambe le disposizioni vietano lo sfruttamento abusivo di una posizione dominante quando tale comportamento sia idoneo a restringere la concorrenza e a influenzare gli scambi nel mercato interno.

L’apertura dell’indagine non implica tuttavia che la Commissione abbia già raggiunto una conclusione sulla responsabilità dell’azienda. La fase istruttoria consentirà ora di approfondire gli elementi raccolti e di valutare nel dettaglio il funzionamento del mercato e le pratiche contestate. Al momento non è stato indicato un termine per la conclusione del procedimento, ma la Commissione ha precisato che l’inchiesta sarà condotta con carattere prioritario.

Come previsto dal regolamento europeo n. 1/2003, l’avvio formale dell’istruttoria attribuisce alla Commissione europea la competenza esclusiva nell’esame delle condotte oggetto dell’indagine. Le autorità nazionali garanti della concorrenza e i giudici degli Stati membri dovranno pertanto evitare l’adozione di decisioni che possano risultare incompatibili con quelle che saranno eventualmente assunte nell’ambito del procedimento europeo.

Presentando l’iniziativa, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera ha evidenziato come l’obiettivo dell’indagine sia quello di garantire condizioni di concorrenza effettiva anche nel settore sanitario. Secondo Ribera, mercati aperti e competitivi rappresentano un presupposto essenziale per favorire l’innovazione e assicurare benefici sia ai professionisti sanitari sia ai pazienti. 


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