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02 Settembre 2026

ASO, una professione essenziale che fatica ad attrarre nuove leve

Stipendi bassi, scarsa valorizzazione e poche prospettive di crescita le criticità ma molto forte l’aspetto vocazionale. Interessanti dati di una ricerca IDEA


ASO stanca

Non manca la passione per il proprio lavoro, ma cresce il divario tra la gratificazione professionale e le condizioni economiche e organizzative. La professione di Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) continua a rappresentare una figura fondamentale all’interno del Team odontoiatrico, ma fatica sempre più ad attrarre nuovi addetti e a trattenere quelli già formati.

A fotografare la situazione è un'indagine condotta tra il 18 giugno e il 16 luglio 2026 da IDEA su ASO provenienti da tutta Italia, che restituisce l'immagine di una categoria fortemente motivata dal rapporto con i pazienti ma sempre più critica verso le condizioni economiche e organizzative del lavoro.

Il campione non rilevante statisticamente ma che riesce a fotografare la professione, assicurano da IDEA, è costituito in larga parte da professioniste con una significativa esperienza: il 62,1% dichiara oltre dieci anni di attività e l'80,5% almeno cinque anni di esperienza. L'elemento che emerge con maggiore forza riguarda la retribuzione. Oltre la metà dei partecipanti (53,8%) identifica infatti il compenso come la principale criticità della categoria. Seguono la scarsa valorizzazione professionale (34,7%), i ritmi di lavoro elevati e lo stress (32,9%), il carico di mansioni e responsabilità (29,5%) e i rapporti con i datori di lavoro (26%).

Scorrendo le risposte date al sondaggio emerge come molti ASO lamentano stipendi ritenuti non proporzionati alle competenze richieste, alle responsabilità gestionali e al rischio biologico cui sono quotidianamente esposte. Diverse segnalano inoltre la richiesta di svolgere contemporaneamente assistenza clinica, segreteria, sterilizzazione e talvolta attività estranee al profilo professionale.

I risultati evidenziano una distanza crescente tra il valore che gli ASO percepiscono di offrire agli studi odontoiatrici e il riconoscimento che ricevono in termini economici e professionali”, sottolinea ad Odontoiatria33 Rossella Abbondanza, presidente di IDEA e autrice dell'indagine. “La richiesta di una maggiore valorizzazione non riguarda soltanto lo stipendio, ma anche il rispetto delle competenze, delle responsabilità e del ruolo svolto all'interno del team odontoiatrico”.

La questione economica non rappresenta però l'unico problema. Dalle risposte emerge il tema del riconoscimento professionale. Numerosi ASO riferiscono di sentirsi ancora considerate come semplici figure di supporto operativo, nonostante il percorso formativo obbligatorio e i continui aggiornamenti richiesti dalla normativa. Molte lamentano inoltre l'assenza di reali prospettive di carriera e la sostanziale impossibilità di differenziare l'inquadramento tra una professionista con vent'anni di esperienza e una neoqualificata.

Proprio il tema della crescita professionale ricorre frequentemente nelle risposte aperte, molti ASO auspicano una formazione superiore, fino ad arrivare all'istituzione di un percorso universitario dedicato, ritenuto da molte partecipanti uno strumento indispensabile per aumentare competenze, riconoscimento e attrattività della professione.

La difficoltà di reperire personale qualificato, fenomeno spesso denunciato dagli odontoiatri, viene interpretata dagli ASO in modo diverso rispetto alla semplice carenza di candidati. Alla domanda sulle cause delle difficoltà di assunzione, il 31,6% indica infatti le offerte economiche insufficienti e il 25,3% le richieste considerate eccessive in termini di mansioni e flessibilità. Solo il 20,7% attribuisce il problema a una reale scarsità di personale qualificato.

Diverse professioniste raccontano di aver abbandonato il settore o di aver valutato seriamente di farlo a causa di stipendi bassi, orari incompatibili con la vita familiare, carichi di lavoro elevati e ambienti professionali giudicati poco rispettosi. Non mancano riferimenti a fenomeni di mobbing, richieste di svolgere attività non consentite e contratti considerati poco adeguati rispetto alle ore effettivamente lavorate.Secondo la presidente Abbondanza, “ridurre il problema a una mancanza di personale sarebbe un errore. ASO che chiedono soprattutto condizioni di lavoro più sostenibili, migliori prospettive di crescita e un riconoscimento coerente con la complessità del ruolo. È su questi aspetti che occorre intervenire se si vuole rendere nuovamente attrattiva la professione”.

Eppure, nonostante le criticità, la professione di ASO continua a mantenere una forte componente vocazionale. La principale fonte di gratificazione indicata dai partecipanti è infatti il riconoscimento ricevuto dai pazienti, citato nel 45,4% delle risposte, seguito dall'apprezzamento espresso dal titolare o dal team di lavoro (32,2%).

Le testimonianze raccontano di pazienti che ringraziano, chiedono espressamente la presenza di una determinata assistente durante le cure o riconoscono il ruolo svolto nell'accoglienza e nel supporto emotivo. Sono proprio questi episodi a rappresentare, per molte ASO, la principale motivazione per continuare a svolgere una professione che resta impegnativa sotto il profilo umano e organizzativo. “L'aspetto forse più interessante dell'indagine è che il lavoro in sé continua a piacere”, osserva la presidente IDEA.

Le maggiori gratificazioni derivano dal rapporto con i pazienti e dalla consapevolezza di essere utili. Questo ci dice che la crisi di attrattività non nasce dalla natura della professione, ma dalle condizioni in cui essa viene esercitata. Migliorare retribuzione, organizzazione, tutele e possibilità di crescita degli ASO significa investire sul futuro dell'intera odontoiatria”.

L'indagine individua infatti quattro priorità sulle quali intervenire: valorizzazione economica, qualità dell'organizzazione del lavoro, riconoscimento professionale e percorsi di formazione e crescita. Temi che, secondo gli ASO intervistati, rappresentano il passaggio obbligato per restituire attrattività a una professione considerata indispensabile ma ancora troppo poco valorizzata. 

Sull'argomento leggi anche:

07 Aprile 2026 ASO: dal Veneto un progetto formativo pensato per una professione che attira persone mature



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