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22 Luglio 2026

Chiude (all’improvviso) centro odontoiatrico a Faenza lasciando pazienti senza cure

La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


chiuso

Il centro odontoiatrico “Dottor D”, situato all’interno del centro commerciale Le Cicogne di Faenza, ha sospeso improvvisamente l’attività clinica senza fornire comunicazioni ufficiali ai pazienti. A rendere nota la situazione è CISL Romagna informando di come Adiconsum Emilia Romagna negli ultimi giorni abbia raccolto numerose segnalazioni da parte di pazienti impossibilitati a contattare il centro. Secondo quanto riferito, telefoni ed email risultano senza risposta e diversi appuntamenti programmati sono stati annullati di fatto, lasciando molti pazienti con piani di cura incompleti.

Il centro di Faenza farebbe capo alla società Vortika Srl, titolare della struttura e di altre sedi del marchio “Dottor D” tra Emilia-Romagna e Lazio.

Come sempre in casi simili, le criticità riguardano la continuità terapeutica. Tra i pazienti coinvolti vi sono persone con trattamenti già avviati e non conclusi, controlli periodici saltati e casi in cui le prestazioni erano state finanziate attraverso formule di credito al consumo. In questi casi, evidenzia Adiconsum, l’obbligo di pagamento delle rate nei confronti della finanziaria non viene automaticamente meno per effetto della sospensione dell’attività dello studio.

Secondo quanto riporta una nota CISL, per Stefania Battistini di Adiconsum Emilia Romagna, i pazienti dovrebbero procedere con una messa in mora di Vortika Srl, chiedendo formalmente il completamento delle cure, e contestualmente presentare reclamo alla società finanziaria coinvolta. Qualora le prestazioni non vengano erogate, i cittadini possono richiedere la restituzione delle somme corrisposte per cure non eseguite.

Dal punto di vista sanitario, la vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria. Oltre al danno economico per i pazienti, emergono infatti problemi clinici rilevanti: trattamenti implantari, protesici o ortodontici lasciati a metà che in molti casi faticano a trovare una rapida presa in carico da parte di altri professionisti per evitare complicanze o il peggioramento del quadro clinico.Adiconsum segnala inoltre che, in assenza di risposte da parte della società, non può essere esclusa l’eventualità di future procedure di liquidazione o insolvenza.

In tali scenari, sottolinea l’Associazione, le possibilità di recupero integrale delle somme versate dai pazienti risultano spesso limitate.Per i pazienti coinvolti, il consiglio di Adiconsum è di conservare tutta la documentazione clinica e amministrativa disponibile, inviare una formale richiesta alla società per il completamento delle cure e verificare tempestivamente la propria posizione con eventuali finanziarie. Adiconsum Emilia Romagna ha attivato attività di assistenza attraverso la sede di Faenza per supportare i cittadini nelle procedure di tutela. 

Fonte CISL Romagna


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