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20 Aprile 2015

Il volto della Sindone analizzato dal punto di vista odontoiatrico. Uno studio italiano ne ha rivelato i traumi grazie alle tecnologie a disposizione dell'odontoiatria 2.0


Si è aperta sabato 18 Aprile, nel Duomo di Torino, l'Ostensione della Sindone, il sudario che per i fedeli cattolici avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione.
Sacro lino che, da sempre, è oggetto di studio per cercare di dare una verità scientifica alle certezze dei fedeli che vedono nel volto raffigurato sulla Sindone quello del Figlio di Dio.

E proprio sul volto dell'uomo della Sindone si sono concentrati gli studi di un gruppo di ricercatori italiani, tra cui tre odontoiatri, che hanno cercato di capire quali traumi avesse sopportato.

"Abbiamo  studiato per  la prima volta questa famosa immagine da un punto di vista morfometrico e traumatologico utilizzando programmi avanzati di cefalometria computerizzata e software di ultima generazione applicati a questa famosa immagine", dice ad Odontoaitria33 la prof.ssa Alessandra Majorana (nella foto) dell'Università di Brescia coautrice, con  il prof. Luigi Rodella (prof. associato di Anatomia dell'Università di Brescia), il dott. Mauro Labanca, il  prof.  Giampietro Farronato (Università di Milano) e il prof.  Giovanni Pierucci (prof. di Medicina Legale dell'Università di Pavia), del libro appena pubblicato dal titolo "Autopsia dell'Uomo della Sindone" (Elledici - Torino editore), coordinato dal prof. Bruno Barbieris , famoso esperto della Sindone, e curato dal giornalista del settore dentale Massimo Boccaletti.

"Dalla nostra ricerca -continua la prof.ssa Majorana- sono risultati parametri e dati nuovi e unici e inaspettati particolari sugli esiti e sul tipo di trauma. Dati utili ad arricchire le informazioni circa il più famoso mistero del mondo, contribuendo ad aggiungere valore e scientificità 2.0".

Utilizzando l'immagine fotografica del volto della Sindone, scattata nel 1931 da Enrie e "calibrata", il gruppo di ricercatori ha eseguito la prima misurazione cefalometrica del volto della Sindone ottenendo informazioni non solo sui tessuti molli ma anche su quelli scheletrici del volto.
Le misurazioni sui tessuti duri sono state possibili attraverso un procedimento inverso a quello delle ricostruzioni antropologiche, partendo dai dati dei tessuti molli e ricostruendo tramite software i tessuti ossei.

Dal punto di vista odontoiatrico lo studio ha mostrato che il giovane uomo "impresso" sul tessuto presentava una dentizione completa e questo è stato rilevato dalla corretta altezza del terzo inferiore del viso. Dal punto di vista scheletrico le misurazioni cefalometriche hanno rivelano un morso crociato anche se lo spostamento della mandibola verso sinistra rilevato era troppo accentuato e molto probabilmente conseguenza delle percosse subite prima della crocifissione.

"Il nostro studio non ha preso in considerazione il racconto religioso -precisa la prof.ssa Majorana- ma c'è un passaggio nel Vangelo secondo Giovanni in cui, raccontando le ore precedenti alla crocifissione, l'Apostolo parla di percosse subite da Gesù al volto con un bastone. In realtà il testo parla di uno schiaffo ma nel testo originale in aramaico si parla di una verga, corpo contundente compatibile con il pesante trauma rilevato dalla nostra analisi".
Tra le altre conseguenze delle percosse, rilevate dall'indagine, la frattura della cartilagine nasale. Trauma confermato anche dall'analisi dell'immagine, elaborata graficamente per isolare le tracce di liquidi organici come sangue e sudore impresse sul tessuto. Dall'immagine processata, è emerso che non ci sono segni di sanguinamento nasale, così che si può ipotizzare che la frattura nasale sia avvenuta almeno un paio di ore prima della morte.

Questi risultati sono oggetto anche di una pubblicazione scientifica su una rivista internazionale (Folia Morphologica 2015) e sono una delle  "novità " contenute nel libro.

Norberto Maccagno

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