HOME - Cronaca
 
 
30 Marzo 2012

Spaccato sulla professione: implantologia in crescita

Due recenti indagini fanno il punto

di Norberto Maccagno


graficografico

Due recenti indagini, una condotta dalla società di ricerca di mercato Key-Stone e l'altra dal Servizio Studi Andi (in parte anticipata sul Gdo 2012;2:6), hanno quantificato i consumi degli studi odontoiatrici e descritto in che modo è organizzata la professione. Abbiamo provato a unire i dati, anche se si basano su campioni diversi, ma entrambi rappresentativi della professione odontoiatrica italiana, per cercare di fare una quadro unico della professione.

Età degli odontoiatri
Partendo dall'età dei protagonisti, le due indagini indicano come la professione sia prevalentemente composta da dentisti introno ai 50 anni iscritti all'Albo tra il 1986-1990 (21,7%), 1981-1995 (18,34%), 1991-1995 (15,83%) ma incalzati dalle nuove generazioni; il 25,99% del campione Andi si è iscritto all'Albo degli odontoiatri negli ultimi 10 anni.
Giovani che, come avevamo visto, faticano ad aprire subito lo studio dopo la laurea: il 40% di coloro che si sono iscritti all'Albo negli ultimi 10 anni non è riuscito ad aprirlo entro i 5 anni dall'iscrizione.
I dentisti lavorano prevalentemente in un solo studio (57%), in due (28%), oltre i tre (15%). E lo studio è ubicato prevalentemente in centro (47%) o nella prima cintura (32%), mentre attira meno la periferia (13%) o le zone non urbane (8%).

Il lavoro nello studio
Interessante il confronto dei due sondaggi sull'andamento del lavoro nello studio odontoiatrico. Pur non avendo dati sovrapponibili (la ricerca Key-Stone è stata condotta a metà del 2011, quella Andi tra dicembre e gennaio 2012), dalla seconda emerge che la situazione professionale è peggiorata per il 48,2% e per il 40,16% è rimasta invariata, mentre da quella Key-Stone apprendiamo che in media uno studio dentistico italiano tratta 26,5 pazienti alla settimana; il numero di pazienti è più elevato al Nord Italia, mentre al Sud è sotto la media nazionale. Il 38% dichiara di avere da 11 a 30 pazienti, il 37% al massimo 10, mentre il 24% più di 30 la settimana.

Quali prestazioni?
Rispetto alle varie branche odontoiatriche prevalentemente diminuiscono le riabilitazioni protesiche (il 36% ha lamentato un calo), anche se le altre prestazioni odontoiatriche (il 30% lamenta un calo di conservativa e parodontologia) non stanno meglio.
A crescere, anche se di poco l'implantologia (il 18% indica un aumento delle terapie praticate), mentre è la conservativa, probabilmente la più legata all'emergenza, a essere il tipo di prestazione che più di altre è rimasta stabile nella pratica giornaliera dello studio odontoiatrico (il 56% ha dichiarato che rispetto al 2010 ha eseguito sostanzialmente lo stesso numero di prestazioni).

L'implantologia
Il 71% del campione della Key-Stone ha rilevato meno di 3 impronte per protesi fissa la settimana
, il 41% da 3 a 5. Sempre in tema di protesi, il 39% dei dentisti che hanno partecipato al sondaggio ha cementato da 3 a 5 elementi di protesi fissa la settimana, mentre il 36% meno di 3. In media vengono fissati 5,5 elementi la settimana: questo dato porta a ipotizzare - considerando in 50 le settimane lavorative - che ogni dentista dovrebbe aver cementato 275 corone per un totale (con una stima di 40 mila studi odontoiatrici attivi) di 11 milioni di corone.

La conservativa
Sul fronte della conservativa, complessivamente, i denti otturati in composito
in una settimana sono 15,8; il 34% degli intervistati ha dichiarato di fare da 6 a 10 otturazioni, il 32% da 11 a 20 mentre il 16% meno di 6. Per le otturazioni con sistemi adesivi smalto dentinali la ricerca Key-Stone individua in 15,6 la media di quelle eseguite in uno studio in una settimana. Il 36% degli studi ha dichiarato di farne da 6 a 10, il 30% da 11 a 20, mentre il 18% meno di 6.
Utilizzando lo stesso criterio di calcolo della protesi possiamo ipotizzare che in Italia si eseguano 62milioni e 800 mila otturazioni in un anno alla quali si devono aggiungere quelle in amalgama non considerate dal sondaggio. Per rendere meno dolorosa la seduta, i dentisti italiani utilizzano in media 22,7 tubofiale di anestetico ogni settimana, 45milioni e 400 mila l'anno.

Lo sbiancamento
Sorprendono i dati sullo lo sbiancamento dentale non tanto per quello che indica che il 56% degli studi odontoiatrici italiani lo pratica, ma per il numero di pazienti trattati, solo 1,9 al mese. La pratica aumenta tra i dentisti più giovani (il 65% degli under 45 dichiara di eseguirla), negli studi più recenti (il 66% di quelli aperti negli ultimi 10 anni) e in quelli di maggiori dimensioni (il 66% di quelli con più di tre riuniti). Nonostante sia una prestazione praticata da molti odontoiatri, ma anche da molti igienisti dentali, non sembra - è questo il dato che sorprende - che lo sbiancamento sia una molto richiesto negli studi odontoiatrici. Infatti i dentisti intervistati dicono di "sbiancare" il sorriso di 1,9 pazienti al mese. Il 50% degli intervistati dichiara di farne da 1 a 2 al mese, il 29% meno di 1, mentre il 20% più di 2. Il 68% predilige la tecnica eseguita direttamente in studio, il 24% utilizza la tecnica studio/domicilio, il 12% solo a domicilio.

Prescrizione di prodotti di igiene orale
Ultimo dato rilevato dalla ricerca della Key-Stone è quello che valuta il dentista come proscrittore di prodotti per l'igiene orale, perché come insegna la letteratura scientifica, ogni prodotto ha la sua indicazione e deve essere indicato per una determinata situazione clinica. E da questo punto di vista i dentisti italiani ne escono a testa alta, dichiarando (l'89%) di prescrivere spesso o abbastanza prodotti per l'igiene orale. In prevalenza sono i dentisti più giovani e gli implantologi a prescrivere più frequentemente questi prodotti, Sono i piccoli studi, fanno notare dalla Key-Stone, coloro che non prescrivono questo tipo di prodotti.

Ma cosa prescrivono?
Colluttori (93%), dentifrici (58%), spazzolini (34%), scovolini (27%), filo interdentale (22%), spazzolini speciali (15%), gel parodontali (1%).

Infine quanto spende uno studio italiano per il materiale di consumo?
697 euro al mese per materiale di consumo, mentre 698 euro al mese per i prodotti legati all'implantologia. A occuparsi degli acquisti prevalentemente il titolare dello studio (73%), mentre demanda la pratica a un collaboratore il 27% degli intervistati.

GdO 2012;3:4-5

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

I ricercatori hanno sviluppato una piattaforma biomineralizzante capace di imitare la matrice proteica naturale dello sviluppo dentale con l’obiettivo di promuovere la crescita...


Un case report descrive l’impiego integrato di Digital Smile Design, scansione intraorale, faccette in disilicato di litio, approccio multidisciplinare e armonizzazione estetica con acido...


Una ricerca ha valutato come le protesi adesive a sbalzo in disilicato di litio influenzino qualità di vita correlata alla salute orale, soddisfazione del paziente e risultati...


Lo studio analizza un protocollo restaurativo che integra tecnologie additive e sottrattive, con l'obiettivo di ottimizzare le procedure cliniche nella...


Uno studio clinico italiano ha messo a confronto due protocolli ricostruttivi per denti anteriori con adeguata struttura residua per valutare l’impatto dei comportamenti orali sugli esiti protesici...


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) stabile il fatturato ma calano gli studi. Il 58% rientra tra gli “affidabili” fiscalmente con un...


Secondo i dati dell’Osservatorio sulle entrate fiscali sono al settimo posto per reddito tra gli iscritti alle casse professionali, ma sono tra quelli che devono fatturare di più per ottenere quel...


Gli studi monoprofessionali sono meno di quelli attivi 5 anni fa, crescono solamente le società. Ecco i dati diffusi dal MEF (2023, dichiarazione 2024)


Accordo tra ANDI e Ministero delle pari opportunità per formare gli odontoiatri a cogliere i segnali e aiutare le vittime


Una ricerca inglese ha valutato l’impatto che può aver avuto la pandemia da Covid-19 sulla salute mentale dei dentisti oltre a comprendere i livelli di stress che la pandemia ha causato e i...

di Lara Figini


Cambiano le scadenze di presentazione e di pagamento


Da qualche giorno l'ENPAM ha messo sul proprio sito - e l'ha resa scaricabile dal contribuente - la certificazione unica 2016 dei redditi percepiti dai medici e superstiti titolari di pensione. Gli...


Altri Articoli

Te lo indica il nuovo libro EDRA per testare le conoscenze prima di sostenere l’esame per conseguire l’attestato di qualifica ASO


Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...


Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili


Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale


Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...


Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...


Cronaca     23 Luglio 2026

Corso di protesi totale digitale

Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”


In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...


La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...


Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale


La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...


L’aveva presentata ANDI Lombardia che si dice ora “sconcertata” per l’inaccettabile decisione dell’Authority su una campagna che fornisce informazioni non veritiere e...


“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi