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22 Ottobre 2014

La FNOMCeO ricorre contro l'Antitrust. Renzo (CAO): difenderemo la salute del cittadino dalle leggi di mercato


La Federazione degli Ordini l'aveva annunciato, a caldo, dopo la sanzione inflitta dall'Antitrust di 800 mila euro per aver posto restrizioni ai propri iscritti in tema di pubblicità.
Il Comitato Centrale riunito lo scorso fine settimana ad Udine ha deciso di ricorrere al Tar, per cominciare, contro la decisione dell'Authority.

"Posso assicurare -dice ad Odontoiatria33 il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo (nella foto)- che la Federazione non si limiterà a difendere in tutte le sedi giudiziarie, anche internazionali, la correttezza dei propri comportamenti ma si impegnerà anche a livello comunicativo per coinvolgere l'opinione pubblica e le Istituzioni interessate su una battaglia che vede la chiara volontà di far prevalere le ragioni della tutela del mercato su quelle della difesa della salute dei cittadini."

"Quale presidente della Commissione Nazionale Albo Odontoiatri della FNOMCeO e componente del Comitato Centrale della Federazione stessa -continua Renzo- ho avuto modo di condividere con tutti i rappresentanti  ordinistici, la preoccupazione e l'indignazione della nostra professione per il recente provvedimento dell'Antitrust che ha dichiarato  la Federazione "colpevole" per aver approvato alcuni articoli del CD che intendono delineare i principi per una  corretta e deontologica informazione della pubblicità sanitaria".

In particolare la Federazione contesta il voler inquadrare il Codice Deontologico della professione medica come un regolamento attraverso il quale gli Ordini, come un "cartello" di imprese, vogliono inquinare il libero mercato allo scopo di favorire interessi economici settoriali.

"Gli Ordini e la Federazione quali enti pubblici ausiliari della Pubblica Amministrazione -ricorda il presidente Renzo- hanno l'obbligo di tutelare la salute dei cittadini che non può essere posta in pericolo da campagne pubblicitarie ingannevoli che hanno spesso lo scopo di ingenerare bisogni indotti senza poter essere valutati correttamente dai pazienti per l'inevitabile asimmetria informativa fra i medici e i pazienti stessi".
"E' del resto noto -conclude- che in Italia esiste una legislazione che vieta la pubblicità dei farmaci proprio per i motivi per cui ci battiamo. Ci spiegassero e spiegassero all'opinione pubblica che differenza ci può essere tra la pubblicità dei farmaci e quella delle prestazioni sanitarie spesso delicate e invasive".

Sull'argomento leggi anche:

29 settembre 2014: Antitrust sanziona la FNOMCeO. Le sanzioni verso gli iscritti in tema di pubblicità violano i libero mercato. Bianco: ricorreremo al Tar


29 settembre 2014: Sentenza Antitrust. Renzo (CAO) i dentisti curano i cittadini, non possono sottostare alle regole di mercato previste per le imprese

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