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26 Marzo 2018

La CAO inizia a lavorare. Prima assemblea dei presidenti: obiettivo collegialità

In agenda, la progettualità del prossimo triennio, la Legge Lorenzin ed un confronto sui temi che riguardano l’intero comparto

Norberto Maccagno

Nello stesso giorno, venerdì 23 marzo, in cui i neo parlamentari davano il via alla XVII Legislatura, anche il “parlamento” della Commissione Albo degli Odontoiatri -in un Hotel romano- celebrava la prima Assemblea dei presidenti CAO del nuovo triennio.  

La prima volta per Raffaele Iandolo da Presidente Nazionale così come per gli altri membri della Commissione (Brunello Pollifrone, Gianluigi D’Agostino, Alessandro Nisio, Diego Paschina) e per i neo presidenti CAO Provinciali. Importanza dell’evento confermato dalla presenza di 102 rappresentanti delle 106 CAO provinciali.  

“Inizia un triennio nel segno del lavoro e delle sfide importanti”, ha detto il presidente Iandolo aprendo i lavori, concetto ripreso anche dal presidente della Federazione Filippo Anelli che con il segretario Roberto Monaco ha voluto portare il saluto della Federazione ribadendo che “siamo tutti nella stessa casa” e come “le difficoltà che le due professioni stanno vivendo” si possano risolvere solo con azioni comuni volte a fare tornare il rapporto tra medico e paziente esclusivo, basato sulla fiducia e sulla centralità della salute del paziente e non sulle regole del mercato. E per delineare non solo le strategie future, ma anche le questioni da risolvere e gli interventi da proporre, “saranno indetti gli Stati Generali della professione”.         

La relazione del presidente Iandolo inizia con uno sguardo a quello che la CAO è diventata, quanto e come gli Odontoiatri oggi sono considerati nella Federazione e dalle Istituzioni riconoscendo i risultati ottenuti al lavoro svolto in questi anni dal suo predecessore, il dott. Giuseppe Renzo (presente in prima fila e oggetto di molti attestati di stima). Un “ruolo centrale che ha permesso alla CAO di crescere anche organizzativamente e alla professione di essere sempre più considerata”.  

Un triennio che inizia con una parola chiave che il presidente Iandolo sottolinea più volte: collegialità.  

“Dobbiamo costruire insieme le nostre decisioni anche partendo dalle esigenze della base ma soprattutto condividendo le idee, le proposte”, ha detto il presidente CAO ricordando che saranno i presidenti CAO provinciali il punto di riferimento, gli interlocutori della CAO Nazionale, e sarà dovere dei presidenti CAO quello di coinvolgere e rapportarsi con i consiglieri, con gli iscritti. “Preferisco ricevere critiche piuttosto che attestati di stima”, dice chiarendo che, però, le critiche devono essere costruttive e il ruolo della CAO Nazionale è quello di indirizzo. “Noi abbiamo la responsabilità politica del decidere e lo volgiamo fare collegialmente, sentendo tutti, confrontandoci con tutti quelli che vorranno proporre”.  

Tra i supporti importanti sui quali la nuova CAO potrà contare quello dato dai Gruppi di lavoro nominati su questi temi: Formazione, Politica, Rapporti esterni, Deontologia e comunicazione. I gruppi di lavoro saranno composti da un coordinatore e da un referente della CAO nazionale e dai presidenti CAO che chiederanno di partecipare.      

Oltre ad illustrare gli incontri avvenuti in queste prime settimane di presidenza con Istituzioni del Paese e del settore, Iandolo ha chiarito alcune posizioni a cominciare dal rapporto all’interno della Federazione. “Fino a quando saremo in FNOMCeO –ha detto- saremo due professioni distinte che remano nella stessa direzione. Una forte unione tra le due componenti ci può consentire di essere presenti nella società ed incidere nella politica”.  

Stessa unità di intenti che il presidente CAO rivendica per il settore dentale, “lavoreremo per creare azioni condivise con i sindacati, con l’industria, con l’università, con gli igienisti dentali, gli odontotecnici le ASO, con tutte le componenti del nostro settore”. E questo nonostante le visioni diverse che si possono avere su alcune questioni, dice Iandolo. Citando gli odontotecnici ribadisce la contrarietà sulla posizione del profilo in ambito sanitario e le prove di congruità ma ritiene che le questioni poste sui rischi delle protesi realizzate in Pesi extra UE e gli scenari incontrollati che si possono aprire per l’utilizzo delle nuove tecnologie debbano essere seguiti con attenzione, e su questo punto ha informato di un recente incontro avuto con il Ministero della Salute. Stessa linea per gli igienisti dentali per i quali viene confermato il no alla possibilità di aprire studi di igiene autonomi, “mentre il dialogo su molte altre questioni comuni ci sarà”.  

Un passaggio della relazione introduttiva del presidente CAO ha affrontato la questione femminile all’interno della CAO. “Ci dovrà essere attenzione sul tema, non dobbiamo imporre nulla ma creare le basi perché la rappresentanza femminile cresca”, ha chiarito.   Tra le questioni cogenti su cui la CAO è chiamata ad esprimersi nel breve periodo quella delle società scientifiche. Iandolo si è detto dubbioso sui criteri con i quali il Ministero sembrerebbe gestire la questione accreditamento, stando alle anticipazioni date da Odonoiatria33, e si è detto pronto ad intervenire al fine che le autorevoli società scientifiche di settore possano entrare nell’elenco.  

Altro fronte di verifica quello dei decreti per l’attuazione della Legge Lorenzin sulla riforma degli ordini. Ed è su questo punto che si è sviluppata principalmente la discussione in Assemblea, in particolare sulla autonomia odontoiatrica all’interno della Federazione, il ruolo dell’Ordine nella abilitazione professionale, oltre agli aspetti della composizione futura degli Albi provinciali.  

La linea proposta dalla CAO Nazionale, per la discussione dei punti della Legge Lorenzin che dovranno essere oggetto di decreto attuativo, è la stessa seguita per il decreto già presentato sulle nuove norme elettorali: valutazione della bozza presentata dal Ministero e conseguenti richieste di modifiche. Per quello sulle elezioni, ha informato Gianluigi D’Agostino, il Ministero ha accolto tutte le richieste di modifica avanzate dalla CAO e “siamo sicuri che così avverrà anche per gli altri decreti che dovranno essere scritti”.

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