01 Ottobre 2020

Implantologia dentale: dalla preparazione del paziente alla riabilitazione protesica - Modulo 3: Gestione dell’alveolo post-estrattivo e rigenerazione ossea pre-implantare nella mono-edentulia

Corso ECM

Alberto Pispero, Diego Lops, Eugenio Romeo, Alfonso Caiazzo, Mario Gisotti

Obiettivi  L’obiettivo di questo Modulo è de­scrivere gli step fondamentali per la gestione clinica predicibile dell’al­veolo post-estrattivo.

Saranno ana­lizzate le caratteristiche anatomi­che dei tessuti duri e molli peri-im­plantari, oltre ai processi di guari­gione dopo l’estrazione di un ele­mento dentario.

Si passerà quindi all’analisi dei materiali per la pre­servazione del volume alveo-lare descrivendo le tecniche con cui vengono utilizzati.

Nella parte finale del Modulo sarà affrontato il tema del posizionamento implan­tare cercando di descrivere il ra­zionale che porta al posiziona­mento post-estrattivo con o senza protesizzazione immediata.

Materiali e metodi  È stata analizzata la più recente letteratura internazionale disponi­bile, rinvenuta attraverso le princi­ pali banche dati (PubMed, Medli­ne, Scopus, Google Scholar e Co­chrane Library).

Risultati  I dati riportati in letteratura eviden­ziano l’importanza dell’analisi preli­minare dell’alveolo post-estrattivo al fine di prevedere l’entità del rias­sorbimento. Lo spessore dell’osso residuo buccale dopo l’estrazione dell’elemento compromesso, e le caratteristiche di stabilità e spesso­re dei tessuti molli vestibolari sopra­stanti, divengono elemento di anali­si imprescindibile per la decisione clinica del timing riabilitativo di un sito edentulo. I materiali più utilizza­ti sono sostituti ossei e membrane riassorbibili, entrambi di origine ani­male.

Il posizionamento implantare può avvenire contestualmente all’e­strazione con o senza protesizzazio­ne immediata. L’estrema variabilità degli studi proposti non permette una meta-analisi dei dati.

Conclusioni  L’odontoiatra deve conoscere con precisione i meccanismi di guari­gione dell’alveolo post-estrattivo per contrastare il riassorbimento osseo conseguente all’estrazione. Sono consigliati interventi poco in­vasivi al momento dell’avulsione dell’elemento dentario con tecni­che che dipendono dal grado di conservazione della parete alveo­lare.

Qualora questa non fosse completa e la stabilità dei tessuti molli sovrastanti non fosse ade­guata, un timing riabilitativo con posizionamento implantare imme­diato e contestuale protesizzazione è sconsigliato per mancanza di predicibilità del risultato estetico.

Significato clinico  L’adeguata valutazione clinica di un alveolo post-estrattivo, e la relativa gestione chirurgica comprensiva della scelta dei relativi materiali so­stitutivi, diviene fondamentale al fine di garantire non solo predicibilità prognostica al trattamento implan­tare, ma anche funzionale ed esteti­ca.

Riguardo ai tessuti duri, la pre­senza di un competente osso alveo-lare vestibolare permetterà di di­sporre di un “sistema contenitivo” del coagulo post-estrattivo, che sa­rà tanto più efficace quanto più sta­bile. In aggiunta, a tal fine, la gestio­ne dei gap post-estrattivi con mate­riali sostitutivi adeguati favorirà la stabilità del coagulo stesso. Altresì, lo spessore dei tessuti molli nel sito post-estrattivo diviene parametro decisionale discriminante soprat­tutto nella scelta clinica del timing riabilitativo con protesizzazione im­mediata o meno.

Nel caso di una protesizzazione immediata le carat­teristiche del manufatto provvisorio assumono importanza cruciale nel­lo sviluppo e nella maturazione dei tessuti molli peri-implantari; un so­vra-contorno verticale controllato determinerà il corretto profilo di emergenza protesico. In caso di ti­ming di posizionamento implantare dilazionato, la tecnica di preserva­zione alveolare diviene elettiva al fi­ne di disporre della maggior quota di tessuti duri peri-implantari e quo­ta di gengiva aderente possibili.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.08.2020.12




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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