HOME - Approfondimenti
 
 
22 Luglio 2026

Reiscrizione dei sanitari radiati: il nodo non è il Covid ma l’autogoverno delle professioni

Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e Ordini professionali


Longhin

Dopo l’approvazione presso la Commissione Affari sociali della Camera dell’emendamento che introduce nel Dpr 221/1950 un nuovo articolo 42-bis dedicato alla reiscrizione dei medici e degli odontoiatri radiati per fatti non dolosi connessi alla pandemia da Sars-CoV-2, si è riacceso il dibattito sul ruolo degli Ordini professionali ed in particolare sulla loro autonomia. Se la norma dovesse essere definitivamente approvata, verrebbe introdotta una procedura straordinaria che consentirebbe ai professionisti interessati di chiedere la reiscrizione all’Albo, in deroga al regime ordinario oggi previsto dalla normativa. Una prospettiva che ha già suscitato la netta contrarietà della FNOMCeO e della CAO nazionale secondo cui l’intervento rischia di compromettere l’autonomia degli Ordini professionali e di indebolirne la funzione disciplinare. Ne abbiamo parlato in questo approfondimento.

A entrare nel merito della questione è l’avvocato Roberto Longhin (nella foto) sulle pagine de Il Punto, organo informativo dell’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Torino. Secondo Longhin, il dibattito non riguarda soltanto le vicende legate alle questioni nate durante l’emergenza sanitaria per il covid, ma investe un tema più generale e delicato: il rapporto tra il legislatore e l’ordinamento professionale, nonché i limiti entro i quali il Parlamento possa intervenire sugli effetti di decisioni disciplinari adottate dagli organismi ordinistici.

Nella sua analisi, Longhin osserva anzitutto che la disposizione non prevede un reintegro automatico. La reiscrizione sarebbe infatti subordinata a una richiesta dell’interessato e riguarderebbe esclusivamente i casi in cui i provvedimenti disciplinari siano ancora pendenti davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS). Inoltre, il testo esclude qualsiasi riconoscimento economico o risarcitorio per il periodo in cui il professionista è stato destinatario della sanzione.

Tuttavia, secondo Longhin, proprio l’impianto della norma presenta rilevanti criticità. Il primo elemento riguarda il fatto che i procedimenti interessati sarebbero quelli ancora all’esame della CCEPS. In questi casi, sottolinea, la radiazione non sarebbe ancora definitiva e quindi non avrebbe prodotto i suoi effetti conclusivi. Da qui l’interrogativo centrale: “Come può essere reiscritto un soggetto che, giuridicamente, è iscritto all’albo professionale senza soluzione di continuità e non ha mai perso il relativo status?”.

L’avvocato consulente dell’OMCeO Torino evidenzia poi che l’ordinamento già prevede una disciplina per la reiscrizione dei professionisti radiati. L’articolo 50 del Dpr 221/1950 consente infatti il rientro nell’albo dopo cinque anni dall’esecuzione della radiazione e a determinate condizioni. “La nuova disposizione – osserva Longhin – non interviene in un vuoto normativo, ma introduce una disciplina speciale e derogatoria rispetto al regime ordinario”. Una scelta che, a suo avviso, solleva dubbi di compatibilità con i principi che regolano l’ordinamento professionale.

L’aspetto più delicato, però, riguarda il rapporto tra il potere legislativo e l’autonomia ordinistica.

Longhin richiama infatti il rischio che il Parlamento finisca per incidere direttamente sugli effetti di provvedimenti disciplinari adottati nell’esercizio di una funzione pubblica attribuita agli Ordini.

Il profilo più controverso ed allarmante” dell’emendamento, scrive l’avvocato, è proprio “l’ingerenza sull’autonomia della professione e degli Ordini”, cui spetta il compito di garantire il corretto esercizio della professione e la tutela dell’affidamento dei cittadini.

Secondo l’analisi pubblicata su Il Punto, vi sono inoltre elementi che rendono difficile considerare le criticità del testo come semplici imprecisioni tecniche. Le ambiguità sulla retroattività, il riferimento a una procedura di reiscrizione applicata a soggetti che potrebbero non aver ancora perso l’iscrizione e l’incidenza su procedimenti ancora pendenti davanti alla CCEPS costituiscono, per Longhin, profili troppo evidenti per essere trascurati.

Più che una disciplina di reiscrizione –sostiene Longhin- l’emendamento sembra configurare una forma di amnistia disciplinare indiretta”, sostiene il legale, perché destinata a incidere sugli effetti di sanzioni ancora in fase di consolidamento e a sottrarre alla dinamica ordinaria dell’ordinamento professionale la definizione delle conseguenze della responsabilità disciplinare.

Per Longhin, il punto in gioco supera quindi la posizione dei singoli professionisti coinvolti. La questione riguarda il principio stesso dell’autogoverno professionale. Attraverso una norma formalmente limitata alla reiscrizione, il legislatore rischierebbe infatti di sostituire alla valutazione della comunità professionale una decisione esterna e straordinaria.

Se questa lettura è corretta – conclude – emerge non una semplice misura di favore, ma un intervento che mina l’autonomia della professione e degli Ordini”. Il timore sottinteso è che si apra un precedente capace di ridimensionare il ruolo degli organismi ordinistici ogni volta che le loro decisioni risultino non allineate all’indirizzo politico del momento.

A questo link l’approfondimento dell’avvocato Roberto Longhin su Il Punto.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti


Per AIO serve un cambio di passo nella vigilanza e propone un tavolo di confronto con l’obiettivo di affrontare in maniera organica il tema 


Per AIO servono tempi certi e una programmazione pluriennale. Musella “rappresentano un patrimonio per il Paese. Non costituiscono soltanto un percorso di alta formazione


Dai patti di manleva alle penali sui pazienti: quando il contratto entra in conflitto con la deontologia. Le considerazioni della CAO di Torino


La CAO Nazionale torna a chiedere al Ministro e al Sottosegretario alla Salute di escludere gli odontoiatri dalla possibilità di esercitare in deroga al riconoscimento dei titoli esteri e...


Altri Articoli

La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti


L’aveva presentata ANDI Lombardia che si dice ora “sconcertata” per l’inaccettabile decisione dell’Authority su una campagna che fornisce informazioni non veritiere e...


“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria


Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"


Zizzo (SUSO): urge il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) per l’attivazione dei corsi


L’iniziativa dell’EFP premia le migliori idee digitali che possono trasformare la salute orale sulla prevenzione, la diagnosi e la ricerca parodontale con riconoscimenti fino a 10.000 euro


Per AIO serve un cambio di passo nella vigilanza e propone un tavolo di confronto con l’obiettivo di affrontare in maniera organica il tema 


La CAO Nazionale ha presentato un documento con criticità e proposte d’intervento per contrastare un fenomeno che coinvolge oltre 200mila persone. Abbiamo intervistato il Vicepresidente Nazionale...


Per AIO servono tempi certi e una programmazione pluriennale. Musella “rappresentano un patrimonio per il Paese. Non costituiscono soltanto un percorso di alta formazione


Immagine di repertorio

Molti dei pazienti lasciati senza cure sostengono di aver scelto quegli studi infuenzati dalla pubblicità. El Consejo General de Dentistas chiede una stretta sulla pubblicità...


Il Cda dell'ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri ha approvato oggi investimenti aggiuntivi sull'Italia per un quarto di miliardo di euro


La CAO Nazionale torna a chiedere al Ministro e al Sottosegretario alla Salute di escludere gli odontoiatri dalla possibilità di esercitare in deroga al riconoscimento dei titoli esteri e...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annuncio in Evidenza


25 Giugno 2026
Studio Odontobi ricerca igienista dentale a Castelletto Sopra Ticino

Dal 1988 lo Studio Odontobi rappresenta un punto di riferimento odontoiatrico sul territorio, combinando una lunga tradizione clinica con le più moderne tecnologie del settore. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata. Offriamo un contratto di collaborazione stabile, inserimento in un ambiente di lavoro stimolante e un sistema premiante basato su bonus di produzione per incentivare la crescita professionale e il merito. La selezione è aperta sia a professionisti di comprovata esperienza sia a neolaureati di talento pronti a sviluppare il proprio potenziale.

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi