L’aveva presentata ANDI Lombardia che si dice ora “sconcertata” per l’inaccettabile decisione dell’Authority su una campagna che fornisce informazioni non veritiere e fuorvianti
Quelli del dott. Palmas, “un dentista sardo in Moldavia e Romania”, sono tra i cartelloni pubblicitari più presenti sulle strade italiane ed anche in alcuni aeroporti. Proprio quelli affissi in Lombardia che riguardavano la campagna promozionale “bocca bionica” sono stati oggetto di segnalazione da parte di ANDI Lombardia all’Autorità Garante Concorrenza del Mercato.
Nel dicembre 2025, ANDI Lombardia aveva trasmesso una dettagliata segnalazione riguardante la comunicazione diffusa attraverso siti internet, social network, pubblicazioni, televisioni e cartellonistica anche aeroportuale, nella quale venivano utilizzate espressioni quali “robotica”, “tecnologia bionica” e “denti bionici” ed altre simili. Secondo l’Associazione, tali definizioni non risultavano accompagnate da nessuna spiegazione tecnico-scientifica e risultavano idonee solo a generare negli utenti una ingannevole percezione di innovazione e superiorità rispetto alle tecniche praticate dagli altri dentisti e riconosciute dalla comunità professionale.
La segnalazione evidenziava, inoltre, la pesante promozione del turismo odontoiatrico verso gli utenti italiani, con prestazioni da eseguirsi in Romania e Moldavia, nonché l’impiego di messaggi relativi a risultati garantiti, senza una corrispondente informazione sui rischi, sulle controindicazioni e sulla sicurezza delle prestazioni.
Nei giorni scorso l’AGCM ha informato ANDI Lombardia di aver esaminato la segnalazione deliberando l’archiviazione per non luogo a procedere. Anche la CAO nazionale aveva inviato all’AGCM una segnalazione per le stesse pubblicità, segnalazione ancora aperta.
“Tale disposizione riguarda segnalazioni considerate di portata o impatto limitati oppure non rientranti nelle priorità dell’Autorità per ragioni di economicità e razionalizzazione dell’azione amministrativa”, spiega a Odontoiatria33 il presidente ANDI Lombardia Gianmario Fusardi. “Non si tratta, dunque, di una decisione che accerti la correttezza della comunicazione né che dichiari infondate le contestazioni formulate”, continua Fusardi ricordando come la norma Boldi sulla pubblicità demanderebbe all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) la competenza in materia di informazione sanitaria, ma manca ancora il regolamento attuativo che definisca i compiti e modalità di intervento dell’AGCOM in materia.
“In assenza di quel regolamento di cui siamo in attesa da molti anni, sembra che nessuno voglia o possa intervenire. Le autorità politiche dovrebbero farsi carico urgentemente di colmare questo vuoto”, commenta il presidente ANDI Lombardia. “Ci chiediamo come una comunicazione sanitaria diffusa massicciamente su più canali e visibile da migliaia o forse milioni di utenti, rivolta anche a pazienti potenzialmente vulnerabili e relativa a trattamenti invasivi possa essere considerata di impatto limitato o estranea alle priorità di tutela”, continua il presidente Fusardi. “La salute non può essere subordinata a una valutazione meramente mercatistica o a esigenze di economicità amministrativa”.
Una decisione che, sottolinea Fusardi, “provoca legittimo sconcerto anche tra i professionisti sanitari che ogni giorno operano correttamente, rispettano rigorose regole scientifiche, deontologiche e informative e sostengono costi e responsabilità per garantire ai pazienti comunicazioni trasparenti. Lasciare senza approfondimento situazioni di questa natura significa mortificare il loro impegno e indebolire la credibilità dell’intero sistema di tutele che presenta un punto evidentemente scoperto e che Antitrust non vuole presidiare”.
“Sorge allora una domanda volutamente provocatoria”, conclude il presidente ANDi Lombardia, “se una struttura ospedaliera pubblicizzasse un fantomatico “cuore bionico”, proponendo trapianti attraverso slogan suggestivi e promesse non adeguatamente documentate, il caso sarebbe considerato prioritario? Non si intendono equiparare clinicamente le prestazioni, ma il principio è identico: quando la pubblicità riguarda salute, interventi sanitari e utenti fragili, la protezione dell’utente deve precedere qualsiasi logica di mercato. ANDI Lombardia ha pertanto presentato istanza di accesso all’intero fascicolo, per conoscere le valutazioni poste alla base dell’archiviazione e decidere ogni ulteriore iniziativa a tutela dei pazienti, dei professionisti corretti e dell’affidabilità delle istituzioni".
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