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22 Marzo 2020

Il Governo chiude definitivamente l’Italia. Comparto odontoiatrico tra le attività essenziali

Il Governo ha deciso chiudere tutte le attività sul territorio italiano ad eccezione di quelle essenziali. Tra queste gli studi odontoiatrici, i laboratori odontotecnici e le aziende del settore che realizzano attrezzature odontoiatriche e medicali

Nor. Mac.

Testo aggiornato alle ore 20:30  

Ha scelto il messaggio alla nazione via social, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte -ieri sabato 21 marzo alle ore 23 circa- per informare il Paese della “sfida che siamo chiamati ad affrontare, è la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo Dopoguerra”.  “Le misure sin qui adottate -ha continuato Conte- richiedono tempo prima che possano spiegare i loro effetti, dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole con pazienza, con responsabilità, con fiducia. Sono misure severe, ne sono consapevole, rimanere a casa, rinunciare a radicate abitudini, non è affatto facile ma non abbiamo alternative, in questo momento dobbiamo resistere perché solo in questo modo riusciremo a tutelare noi stessi e a tutelare le persone che amiamo”. 

E la decisione annunciata dal presidente del Consiglio “è quella di chiudere, nell'intero territorio nazionale, ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali”. 

Restano aperte quattro macro-aree: logistica e trasporti, farmaci e sanità, energia e agroindustria, servizi bancari, postali e finanziari. Tutti gli altri settori produttivi non essenziali verranno chiusi.   

“È una decisione non facile, ma è una decisione che ci consente, ci predispone ad affrontare la fase più acuta del contagio. È una decisione che si rende necessaria, oggi in particolare, per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia”, ribadisce Conte. 

Il decreto è stato firmato verso le ore 20 del 22 marzo dal presidente del Consiglio dei Ministri ed entrerà in vigore non appena sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il DPCM sospende tutte le attività produttive, industriali e commerciali salvo di quelle inserite in un allegato indicate con il codice Ateco. 

Tra le norme introdotte anche il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.


Comparto dentale tra le attività essenziali 

Tra le attività essenziali indicate dal DPCM,  anche quelle che riguardano l’assistenza sanitaria con codice Ateco 86: quindi anche gli studi odontoiatrici (codice Ateco 86.23). 

Per il settore rientrano anche quelle che rientrano nel codice 32.50 “Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche”, tra le quali i laboratori odontotecnici (codice Ateco 32.50.20), ma anche aziende che realizzano dispositivi medici ed apparecchiature elettormedicali. 

Anche i Governatori di Lombardia e Piemonte avevano emanato, sabato 21 marzo, dei provvedimenti con la riduzione delle attività, anche in questo caso ammesse le attività sanitarie essenziali.

Per gli studi odontoiatrici, e di conseguenza per i laboratori odontotecnici, rimane l’indicazione dell’Ordine ma anche del Ministero della Salutedi limitare le prestazioni erogate alle sole urgenze se si è in grado di erogarle utilizzando gli strumenti di protezione idonei. 

A questo link i consigli del presidente SIdP Luca Landi su come trattare in sicurezza le emergenze.

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