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29 Maggio 2015

Unire gli impianti o protesizzarli singolarmente? Uno studio italiano ha cercato di dare indicazioni

di Paolo Vigolo


In un articolo recentemente pubblicato su The International Journal of  Oral & Maxillofacial Implants abbiamo presentato i risultati a 10 anni relativi ad uno studio randomizzato nel quale si sono analizzate le eventuali differenze di riassorbimento osseo per impianti protesizzati collegandoli tra di loro o mantenendoli singolarmente l'uno all'altro.

La comunità scientifica ha sempre privilegiato la scelta di splintare protesicamente impianti vicini in modo da meglio distribuire il carico masticatorio; tuttavia gli ottimi risultati clinici a medio e lungo termine degli impianti singoli hanno portato a considerare l'opportunità di non unire protesicamente gli impianti vicini: questo da un lato facilita il lavoro odontotecnico permettendo di ottenere restauri singoli più precisi ed estetici; dall'altro può rendere più facili le manovre di igiene del paziente.

Tutti i pazienti trattati con tre impianti nel periodo tra 2002 e 2003 sia in uno studio privato che in clinica universitaria, senza particolari controindicazioni alla terapia impiantare, sono stati reclutati per la ricerca; gli impianti sono stati tutti inseriti nella zona di premolari e molari ed i pazienti non avevano alcun dente naturale distalmente agli impianti stessi.  Sugli impianti si sono avvitati dei pilastri UCLA d'oro e su di essi si sono cementate o tre corone splintate assieme o tre corone singole in metal-ceramica.

Lo studio radiografico del riassorbimento osseo ha evidenziato che non c'è una differenza statisticamente significativa per quanto riguarda il riassorbimento osseo tra le due modalità di trattamento protesico.  La conclusione è che possiamo protesizzare impianti adiacenti anche singolarmente, senza necessariamente unirli tra loro.  Ovviamente il protocollo di ricerca di questo articolo ha delle limitazioni: è stata utilizzata una tecnica di misurazione radiologica che comporta delle inevitabili sia pur piccole imprecisioni; sono stati inclusi solo ponti o corone cementati e non avvitati; i pazienti avevano schemi occlusali non "complicati".

Si può dire che splintare assieme gli impianti è opportuno allorquando pensiamo ci sia un rischio di sovraccarico degli impianti stessi: in caso, per esempio, di carico immediato, di impianti corti, di presenza di bruxismo, etc. 
Negli altri casi possiamo considerare la possibilità di protesizzare singolarmente gli impianti.

A cura di: dott. Paolo Vigolo, Presidente Eletto AIOP

Articolo originale:
Vigolo P, Mutinelli S, Zaccaria M, Stellini E. Clinical evaluation of marginal bone level change of multiple adjacent implants restored with splinted and non-splinted restorations: a 10-year randomised controlled trial. Int J Oral Maxillofac Implants 2015; 30:411-418.

  • Radiografia a 10 anni di tre impianti protesizzati uniti

  • Radiografia a 10 anni di tre impianti protesizzati singolarmente

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