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14 Giugno 2011

Redditometro: dalle Entrate un richiamo a chi spende troppo

di Norberto Maccagno


Contribuente avvisato, contribuente salvato. Dovrebbe essere questo lo spirito che ha spinto l’Agenzia delle Entrate a inviare una lettera ai contribuenti che hanno speso troppo in base al proprio reddito, secondo i parametri del redditometro. In realtà, c’è chi dice che la “mossa” serva per fare cassa, inducendo i contribuenti “avvertiti” a utilizzare l’istituto del ravvedimento.
I nominativi a cui inviare le lettere sono stati selezionati incrociando il reddito con le varie banche dati accessibili dall’amministrazione finanziaria (Pra, Catasto, anagrafe tributaria, Inps, Inail, premi assicurativi, spese tracciate), evidenziando scostamenti sostanziali rispetto al reddito dichiarato.
Ovviamente ricevere la lettera non significa essere un evasore. Gli esperti consigliano per prima cosa di verificare i dati riportati e se si scoprono errori di comunicarli agli uffici territoriali delle Entrate. Se invece tutto è corretto, non si deve fare nulla; come dicevamo la lettera è “informativa”. A questo punto se si possono motivare le spese, non si deve fare altro che attendere l’eventuale accertamento, non automatico, e il relativo contraddittorio, oppure se si ritiene di aver effettuato una dichiarazione “infedele”, utilizzare il ravvedimento entro il 30 settembre. Indubbiamente confrontarsi con il proprio consulente fiscale è la strada più consigliata.

Leggi anche il servizio su spesometro e redditometro

 
 

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