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20 Settembre 2024

Avevano attivato una rete di studi abusivi a Torino

Tre i denunciati. Dal 2023 il giro d’affari sarebbe di oltre un milione di euro. Uno di loro, nonostante la denuncia, avrebbe aperto un nuovo poliambulatorio con tanto di direttore sanitario


Guardia finanza

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza Torino, hanno sottoposto a sequestro quattro studi odontoiatrici situati nella città e gestiti da tre falsi dentisti, diplomati odontotecnico, privi di abilitazione all’esercizio dell’odontoiatria e di qualsivoglia autorizzazione sanitaria. 

Le indagini, si legge in una nota della Guardia di Finanza, avevano già consentito - nello scorso mese di aprile - di individuare, sottoporre a sequestro e relativa chiusura, tre studi dentistici situati in diversi quartieri del capoluogo piemontese, presso i quali operavano i tre indagati in collaborazione tra loro, “i quali, praticando tariffe vantaggiose, erano riusciti a garantirsi competitività e attrattiva sul mercato”.

A seguito del sequestro, spiegano i Finanzieri, uno dei soggetti indagati, conservando la propria platea di pazienti, ha riorganizzato l'attività aprendo una società di capitali a lui intestata, consistente in una sorta di clinica poliambulatoriale dotata di un direttore sanitario ma proseguendo, di fatto e autonomamente, l’illecito esercizio della professione odontoiatrica, fino al sequestro della stessa disposto dall'A.G. torinese e avvenuto nei giorni scorsi. Secondo la stampa locale, nello studio sarebbero state rinvenute anche fiale filler per labbra, ma non è chiaro se sono state utilizzate. 

Le attività investigative hanno consentito anche di appurare che le prestazioni odontoiatriche svolte “erano persino corroborate dal rilascio, agli ignari pazienti, di certificati medici recanti prescrizioni terapeutiche e di medicinali, corredate del timbro di un inconsapevole professionista iscritto presso l'Ordine dei Medici Chirurghi e degliOdontoiatri di Torino, totalmente estraneo ai fatti”. 

Guardia di Finanza sottolinea come l'analisi della documentazione sequestrata, tra cui le agende degli indagati contenenti annotazioni dei nominativi dei clienti e le relative somme pagate, ha permesso di ricostruire i compensi derivanti dall'illecita attività che, a partire dal 2023, sono stati quantificati in circa un milione di euro e che saranno oggetto di approfondimenti di natura amministrativa finalizzati alla successiva tassazione dei proventi illecitamente accumulati.   


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