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01 Aprile 2026

Accesso a Medicina ed Odontoiatria, il Tar respinge i primi ricorsi sul semestre filtro

Il Tar del Lazio respinge le prime domande cautelari sul semestre aperto e non rileva irregolarità nel nuovo sistema di accesso


Test studenti compilano

Respinte dal Tar del Lazio le prime domande cautelari sui ricorsi contro il semestre aperto di Medicina ed Odontoiatria: secondo le prime ordinanze, il nuovo sistema di accesso non presenta irregolarità.

I giudici amministrativi hanno ritenuto non manifestamente irragionevole la scelta di strutturare l’accesso al secondo semestre sulla base del superamento, con sufficienza, di esami universitari. Le prove del semestre filtro non sono quindi considerate semplici test di ammissione, ma veri e propri esami che incidono sulla carriera dello studente.

Il Tar non ha accolto le contestazioni relative a una presunta compressione del diritto allo studio, né quelle sui cosiddetti disagi sociali, osservando che esistono strumenti di sostegno come le borse di studio. È stata inoltre definita generica la denuncia di violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

I ricorsi riguardavano in particolare tre aspetti.

Il primo è il decreto ministeriale n. 1115/2025, che ha modificato i criteri di formazione delle graduatorie consentendo l’accesso anche agli studenti che non avevano ottenuto la sufficienza in tutte le materie, con possibilità di recupero dei crediti. Secondo il Tar, il ministero dell’Università e della Ricerca ha integrato le regole senza violare i principi di par condicio e legittimo affidamento.

Il secondo punto riguarda la decadenza dell’immatricolazione: i giudici hanno escluso l’irragionevolezza della norma che prevede la perdita del posto in caso di mancata immatricolazione nella sede assegnata.

Il terzo riguarda le presunte violazioni dell’anonimato durante le prove. Anche in questo caso il Tar ha rilevato l’assenza di elementi concreti a supporto delle contestazioni, precisando che non risulta che gli elaborati siano stati gestiti in modo non conforme alle procedure previste.

Secondo quanto riferito dal ministero, le segnalazioni sull’uso di chat e telefoni durante le prove non rientrano tra i motivi oggetto dei ricorsi esaminati.

Fonte: Doctor33



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