Secondo i dati di AlmaLaurea è la seconda professione sanitaria che offre immediate possibilità di lavoro. Ma è veramente così? Ne abbiamo parlato con la Presidente della Commissione Albo nazionale Caterina Di Marco
Recenti dati di AlmaLaurea sull’occupazione dei neo laureati indicano che i laureati in igiene dentale sono, dopo i podologi, la professione sanitaria che trova subito lavoro. I dati indicano il 90% dei laureati in igiene dentale lo trovano già dopo un anno. Però il dato considera i neo laureati dipendenti, ma anche quelli che prendono partita iva, ovvero la maggioranza degli igienisti dentali con tutte le precarietà del caso. Stando a questi dati, come e forse più di altre professioni sanitarie, quella di igienista dentale può essere vista come garanzia di ottimi sbocchi professionali, ma è così? Ne abbiamo parlato con la presidente nazionale dell’Albo degli igienisti dentali Caterina Di Marco.
Presidente, dal suo punto di osservazione l’igienista dentale è tra le professioni sanitarie che offre più opportunità professionali?
I dati AlmaLaurea sono riferiti ai laureati del 2024 ad un anno dalla laurea. In generale, per tutte le professioni sanitarie, che hanno come percorso una laurea di primo livello, gli sbocchi professionali sono certi ed in tempi brevi. Secondo il report del dott. Angelo Mastrillo, infatti, risultano da sempre al primo posto assoluto fra tutte le aree disciplinari; grazie ai dati AlmaLaurea, sappiamo che il tasso occupazionale sale dall’85% al 88% per le professioni sanitarie, pari al doppio del 44% della media di tutte le 16 aree disciplinari. La laurea in Igiene dentale, al momento e nei prossimi anni, è in grado di offrire potenzialmente ampi sbocchi professionali. Secondo i dati ISTAT al 30/12/2024 la popolazione italiana dovrebbe subirebbe una lieve diminuzione nella proiezione al 2044 (da 58.971.226 a 56.100.717), ma con un forte aumento della popolazione anziana, (da 13.591.147 a 18.225.229). Per gli Igienisti dentali si prevede un’ampia possibilità di impiego nel futuro, operando su tutte le fasce di età e considerando l’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione. Inoltre, è opportuno ribadire il ruolo fondamentale dell'Igienista dentale nell'ambito della prevenzione delle patologie e della promozione della salute orale. Tale professionista esprime un'elevata potenzialità nell'integrare i servizi sanitari essenziali, erogando prestazioni capaci di contenere sia l'impatto clinico delle terapie invasive sull'assistito, sia i relativi costi economici.
Il MUR anche quest’anno ha aumentato il numero di posti disponibili per l’anno accademico 2026-2027 superando la soglia dei mille posti (ne parliamo in questo approfondimento). E’ utile aumentare i posti o si rischia una saturazione visto che la professione di igienista dentale è relativamente giovane e non c’è ancora un importante ricambio generazionale come sta avvenendo per gli odontoiatri?
Questo forte aumento di posti disponibili, rispetto ai posti a bando dello scorso anno accademico, è determinato anche dall’accreditamento di due Corsi di Laurea erogati da Atenei privati. Per l’anno 2024 ci risulta un valore medio nazionale di 18 Igienisti dentali su 100.000 abitanti; rapporto in realtà decisamente eterogeneo in quanto in alcune regioni contiamo 7 Igienisti dentali su 100.000 e altre (poche) con oltre 30 Igienisti dentali ogni 100.000 abitanti. Questa ultima proporzione è quella a cui auspichiamo di arrivare nel prossimo futuro.
Nonostante qualche passo in avanti in alcune Regioni, rimane la criticità dei pochissimi posti riservati agli igienisti dentali nel settore pubblico.
E’ vero, i concorsi per l’assunzione di Igienisti dentali nel pubblico sono ancora in numero limitato e, in alcune Regioni, queste figure non compaiono proprio nell’organigramma del Sistema Sanitario. Le Aziende Sanitarie più attente e dove è presente un servizio di Odontostomatologia sono quelle che maggiormente si sono attivate, non solo con l’assunzione di Igienisti dentali, ma anche con dei contratti in libera professione a progetto. Quello che penso è che nei prossimi anni si dovranno aprire inevitabilmente più posizioni nel Sistema Sanitario Nazionale pubblico. Avere in organico professionisti come gli Igienisti dentali significa andare incontro ai bisogni di salute delle persone assistite e della comunità e non solo. Preme ricordare che dovrebbero essere previsti posti per gli Igienisti dentali nel settore pubblico, così come lo sono le posizioni di dirigenza per le rispettive aree di competenza delle Professioni sanitarie.Al momento prestazioni come l’ablazione del tartaro, le sigillature e le levigature (prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza) sono eseguite, laddove non sono presenti Igienisti dentali, da Odontoiatri che potrebbero invece dedicarsi a cure conservative e riabilitative così da rendere più efficiente l’odontoiatria pubblica.
Dovesse indicare ad un neo diplomato che sta pensando di iscriversi al test per iscriversi ad un corso di laurea in igiene dentale i lati positivi e quelli negativi della vostra professione?
La professione di Igienista dentale è una delle più richieste in ambito sanitario. Ha tanti pro, ma ci sono degli aspetti da considerare.Fra i lati positivi il lavoro a stretto contatto con le persone di tutte le fasce di età, che è molto gratificante. La prevenzione è sempre più importante e a livello collettivo trova finalmente l’apprezzamento ed il riconoscimento dovuto. C’è tanta richiesta, sia in ambito privato che pubblico. Trovare lavoro è relativamente semplice.Importante la parte relazionale ed educativa.A causa delle posture bisogna però tener conto della prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche alle quali può andare incontro il professionista qualora non si considerino aspetti cruciali tra i quali l’ergonomia.In conclusione, considerando la professione dell’Igienista dentale in Italia rispetto ad altri paesi Europei, è una professione con un valore e ruolo crescente e con ampie potenzialità ancora non pienamente espresse, su cui sicuramente si giocherà il futuro della professione, sempre nell’ottica di migliorare i servizi, l’assistenza ai pazienti e in larga scala il benessere delle nostre comunità.
Alla fine consiglierebbe di iscriversi?
La risposta potrebbe sembrare di parte, ma in maniera decisamente oggettiva, rispondo SI.Tra le professioni sanitaria è una delle più attrattive, e offre buone possibilità per una occupazione soddisfacente anche da un punto di vista remunerativo. Come tutte le professioni sanitarie è necessaria una forte motivazione ad intraprendere un percorso di studi che non si esaurisce con la laurea ma continua, attraverso tutta la vita professionale, con un aggiornamento continuo. Accorpa in sé aspetti clinici, tecnici-tecnologici e relazionali che rendono questa professione altamente stimolante e appagante.Il consiglio ultimo, ma non certo per importanza, è quello di seguire percorsi universitari ufficiali basati su curricola e requisiti europei, con il più alto numero di CFU possibile comprensivi della necessaria formazione teorica e di un percorso di formazione pratica e di tirocinio indispensabile per conseguire un titolo di studi solido, ufficiale, spendibile sul mercato del lavoro e di utilità per le persone assistite.
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