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15 Settembre 2026

Teleodontoiatria: vantaggi ed attenzioni deontologiche

In una intervista a Dental Camos Nicola Illuzzi e Giuliano Nicolin illustrano opportunità, regole e limiti della nuova frontiera digitale


illuzziDa Sx: i dottori Illuzzi e Nicolin

La teleodontoiatria non sostituisce il dentista né la visita in studio, ma può diventare uno strumento di supporto sempre più utile per gestire alcune fasi del percorso di cura. È questo il messaggio che emerge dall’intervista pubblicata su Dental Cadmos a Nicola Illuzzi (Consigliere Ordine Medici di Roma e componente Commissione telemedicia e IA dell’OMCeO di Roma) e Giuliano Nicolin (presidente CAO Venezia e membro della CAO Nazionale), che hanno analizzato le potenzialità, i limiti e le implicazioni organizzative di una modalità assistenziale destinata a trovare spazio crescente nella sanità digitale. 

Che cos’è la teleodontoiatria

La teleodontoiatria, viene ricordato, può essere definita come un servizio organizzato di assistenza e supporto a distanza che consente di gestire alcune fasi del percorso odontoiatrico senza richiedere necessariamente la presenza immediata del paziente in studio. Non si tratta quindi di una sostituzione della prestazione tradizionale, ma di un’integrazione che consente di migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza dell’assistenza. Come sottolinea Nicola Illuzzi, “alcune fasi del percorso assistenziale possono essere gestite anche a distanza, purché all’interno di un assetto organizzativo chiaro, sicuro e coerente con la natura della prestazione”. La teleodontoiatria trova infatti la propria collocazione soprattutto nelle situazioni intermedie tra diagnosi e conclusione delle cure.

Dove trova applicazione nella pratica clinica

La visita in presenza resta il momento fondamentale per la diagnosi, la pianificazione terapeutica e l’esecuzione dei trattamenti. Tuttavia, esistono numerose situazioni che possono beneficiare di un contatto strutturato a distanza.Tra queste rientrano i dubbi riferiti dal paziente tra una visita e l’altra, i controlli post-operatori, il monitoraggio ortodontico, le verifiche sull’igiene orale e l’osservazione di segni clinici minori che necessitano di una valutazione preliminare. Giuliano Nicolin individua tre principali ambiti di utilizzo: il teletriage, il telefollow-up e il telemonitoraggio. “Il professionista può effettuare una prima osservazione, inquadrare meglio la situazione riferita e stabilire se il caso richieda una visita urgente, una valutazione differita o semplici indicazioni iniziali”, spiega riferendosi al teletriage. Nel telefollow-up, invece, il dentista controlla a distanza l’andamento del decorso successivo a interventi, sedute di igiene o altre prestazioni, mentre il telemonitoraggio consente di seguire nel tempo situazioni che richiedono osservazioni periodiche, come alcuni trattamenti ortodontici o il controllo di aree del cavo orale già note allo studio. 

Le tecnologie che rendono possibile l’odontoiatria a distanza

Per funzionare correttamente, la teleodontoiatria necessita di un ecosistema tecnologico integrato. Secondo il dott. Illuzzi, il modello si fonda su tre elementi principali: una telecamera intraorale domiciliare, una piattaforma digitale utilizzabile dal paziente e il software gestionale dello studio. La telecamera intraorale permette di mostrare a distanza alcune aree della bocca sotto la guida dell’odontoiatra. Le immagini e i dati vengono poi trasmessi attraverso piattaforme dedicate e protette, accessibili tramite smartphone o tablet.

Particolarmente importante è l’integrazione con il gestionale dello studio. “In questo modo la teleodontoiatria non resta uno scambio informale di immagini, ma diventa un’attività organizzata, tracciabile e coerente con il percorso di cura”, afferma Illuzzi. 

I vantaggi per studio e paziente

L’adozione di protocolli di teleodontoiatria può contribuire a rendere più efficiente l’organizzazione degli studi dentistici. Molte richieste che oggi arrivano tramite telefonate, fotografie inviate con applicazioni di messaggistica o accessi non programmati possono essere gestite attraverso procedure strutturate e documentate. Per i professionisti significa poter orientare meglio i casi dubbi e decidere con maggiore appropriatezza quando sia realmente necessario convocare il paziente. In ortodonzia, ad esempio, il telemonitoraggio potrebbe contribuire a razionalizzare i controlli periodici. 

Dal punto di vista dei pazienti, il beneficio principale è rappresentato dalla rapidità di risposta.

Come evidenzia il presidente Nicolin, il contatto a distanza può ridurre l’incertezza rispetto a sintomi o problematiche che emergono tra una visita e l’altra, rendendo più chiaro il percorso di cura e favorendo una migliore aderenza alle indicazioni terapeutiche. 

Fragilità e inclusione digitale

Un tema centrale riguarda l’accessibilità del servizio ai pazienti più anziani o fragili. In questi casi la tecnologia da sola non basta.“La teleodontoiatria non dovrebbe essere interpretata come uno strumento lasciato alla gestione autonoma del paziente, ma come un servizio assistito”, osserva Illuzzi. La semplicità delle procedure, la formazione iniziale e il coinvolgimento del caregiver vengono indicati come elementi determinanti per garantire l’effettiva utilizzabilità del servizio. 

Limiti e criticità da non sottovalutare

I due esponenti ordinistici mettono in guardia da interpretazioni eccessivamente ottimistiche. La teleodontoiatria presenta infatti limiti intrinseci che impediscono di considerarla un’alternativa completa alla visita clinica.

“La visita in presenza continua a rappresentare il riferimento essenziale per la diagnosi completa, per la pianificazione terapeutica e per tutte le situazioni in cui il quadro clinico richiede un esame diretto”, sottolinea Nicolin. La qualità delle immagini può non essere sempre adeguata, non tutte le condizioni cliniche sono valutabili a distanza e il livello di autonomia digitale varia sensibilmente da paziente a paziente. Inoltre, la letteratura scientifica documenta benefici organizzativi significativi, mentre gli effetti clinici di lungo periodo richiedono ancora ulteriori conferme. 

Normativa, privacy ed etica professionale

L’evoluzione della teleodontoiatria si inserisce nel quadro normativo più ampio della telemedicina. L’intervista richiama le Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina e le Indicazioni nazionali per l’erogazione delle prestazioni in telemedicina approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2020, che definiscono le prestazioni a distanza come attività complementari e non sostitutive rispetto all’assistenza tradizionale. Grande attenzione deve inoltre essere riservata alla protezione dei dati sanitari.

Le immagini e le informazioni cliniche devono essere trasmesse attraverso piattaforme dedicate e conformi al GDPR, garantendo sicurezza, tracciabilità e riservatezza. Sul piano etico e professionale, gli esperti evidenziano la necessità di selezionare correttamente i casi, informare in modo chiaro il paziente, assicurare una gestione appropriata delle immagini e integrare il servizio all’interno di percorsi clinici ben definiti.

È proprio questo equilibrio tra innovazione tecnologica, responsabilità professionale e centralità della visita in presenza che, secondo Illuzzi e Nicolin, determinerà la credibilità e la sostenibilità futura della teleodontoiatria.

A questo link l’intervista completa su Dental Cadmos. 



 
 

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