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18 Dicembre 2023

Inserimento di impianto con conservazione socket tramite collagene

Un caso di risoluzione implantare previa estrazione e con carico differito 

di Manuel Filannino

Manuel FilanninoManuel Filannino

Una donna di 51 anni si presenta dal proprio odontoiatra di fiducia con una richiesta di valutazione dell’elemento 4.6. Dall’esame obiettivo e strumentale l’elemento dentale viene considerato non recuperabile e hopeless.

Si procede pertanto con il piano di cura stilato dall’odontoiatra che prevede la programmazione di una doppia chirurgia: una prima chirurgia estrattiva che permette la preservazione alveolare e una seconda chirurgia in cui verrà inserito l’impianto dentale scelto, fissata dopo 4 mesi dal primo intervento.

La prima chirurgia procede come previsto: l’elemento 4.6 viene estratto senza rilevare problematiche; durante la seconda chirurgia viene eseguito un lembo trapezoidale con preservazione della papilla e disepitelizzazione della componente crestale.

Una volta che la scheletrizzazione è avvenuta, l’odontoiatra procede con l’inserimento in area sottocrestale e tramite tecnica a mano libera dell’impianto B&B Dental di tipologia EV, utilizzando anche frese e compattatori.

L’impianto EV, in titanio grado 4, è ideale in osso D3 e D4 e in siti post-estrattivi. Beneficia della presenza del cono Morse e dell’esagono interno, che lavorano in sinergia per assicurare precisione e stabilità.

L’impianto presenta, inoltre, un collare con conicità inversa e una micro-scanalatura anulare per supportare in modo ottimale i tessuti ed evitare il riassorbimento crestale. La spira a doppio filetto automaschiante è molto tagliente e aiuta l’inserimento facilitato nella sede implantare prevista. In ultimo, l’apice penetrante assicura un ancoraggio ideale, anche in caso di siti sottopreparati, a tutela della stabilità.

In questo caso clinico specifico, la scelta del posizionamento sottocrestale è giustificata dall’esigua altezza dei tessuti mucosi. La vite di guarigione in peek è stata opportunamente modificata con del composito flowable utilizzando l’estremità dell’ampolla porta-impianto come stampo-guida, affinché si possa ricreare un corretto profilo di emergenza e allo stesso tempo possa sostenere il lembo ribaltato vestibolarmente secondo la tecnica roll-flap. La vite viene quindi avvitata sulla testa dell’impianto.

La sutura finale che conclude l’intervento viene eseguita con punti staccati in vycril 5-0.


Fig. 1 Situazione iniziale


Fig. 2 Progettazione


 
 

Fig. 3 Disepitelizzazione della mucosa


Fig. 4 Lembo di conservazione della papilla


Fig. 5 Utilizzo di espansori


 
 

Fig. 6 Maschiatura ossea


Fig. 7 Inserimento impianto


Fig. 8 Controllo dello spessore gengivale


 
 

Fig. 9 Modifica della vite in peek


Fig. 10 Nuovo profilo della vite in peek


Fig. 11 Vite in peek in posizione


 
 

Fig. 12 Roll flap e chiusura dei lembi


Con il contributo non condizionante di B&B Dental


 
 
 
 

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