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03 Luglio 2012

Caro dentista mi fido se mi dedichi attenzione

L'indagine di Mannheimer sulla fiducia degli italiani nel dentista

di Norberto Maccagno


boccabocca

Dal sondaggio "La figura del dentista oggi. Opinioni e atteggiamenti della popolazione italiana", presentato da Renato Mannehimer a Cernobbio, il dentista è, con il medico di famiglia, il professionista di cui gli italiani si fidano di più. Sono infatti nove su dieci (93%) gli italiani che ripongono la loro fiducia nel dentista e quasi sei su dieci (56%) dicono di averne molta. E a rispondere così è anche chi non va dal dentista.
Dentisti e medici di famiglia raccolgono un voto (da 1 a 10) di 7,6 mentre tra gli altri professionisti la fiducia cala: 7,5 per i medici specialisti, 6,4 per i magistrati, 6,3 per i notai, 6 per gli avvocati, 5,9 per i giornalisti e i manager delle grandi aziende.
Ma la fiducia verso il dentista (non il proprio dentista, il sondaggio chiedeva genericamente la fiducia verso la professione) è condizionata a come lo stesso esercita la professione.
Nove italiani su dieci (89%) accordano la propria fiducia al dentista che opera in uno studio privato. Fiducia che viene confermata se si chiede di scegliere tra il dentista che opera nel pubblico e quello nel privato: nove italiani su dieci (91%) ripongono la loro fiducia nel medico che opera nel privato.
Se lasciamo genericamente la figura del dentista e ci addentriamo sulla considerazione che i pazienti hanno del proprio dentista, emerge che otto pazienti su dieci (82%) si rivolgono sempre allo stesso. Solo il 14% è propenso a tradire il proprio dentista rivolgendosi, qualche volta, anche ad altri, mentre il 3% si rivolge "in scioltezza" a dentisti diversi. L'abitudine/la fiducia nel proprio dentista appare il motivo principale per cui gli italiani si rivolgono al dentista con uno studio privato (82%), seguito dalla vicinanza e comodità (23%), mentre il rapporto qualità-prezzo è un aspetto considerato nella scelta del dentista dal 13% degli italiani. Aspetto economico che invece è il primo fattore di scelta tra coloro che non hanno mai preso in considerazione di rivolgersi a un dentista privato libero professionista. Quindi, probabilmente, in coloro che si rivolgono ad altre strutture c'è la considerazione che il dentista privato è caro, mentre in chi vi si rivolge la sensazione è diversa. E questo dato dovrebbe far riflettere chi considera scandaloso che il dentista informi sulle tariffe praticate. Una maggiore informazione sulle tariffe, forse, potrebbe fare apparire meno convenienti quelle dei centri low cost.

La fiducia nello studio privato
Chi dichiara di rivolgersi esclusivamente a uno studio privato ha una fiducia più alta nella figura del dentista rispetto alla media complessiva indicata dalla popolazione italiana: 7,7 è il voto di fiducia dato dai pazienti dei dentisti privati, contro il 6,2 di coloro che non si rivolgono al dentista libero professionista. Il dato acquista ancora più valore se lo si confronta con l'oltre 50% dei pazienti che si sono rivolti all'estero per le cure che dichiarano di non avere più intenzione di tornarci.

La ricerca Unisalute
Sempre sui costi, è interessante quanto rilevato dalla ricerca di UniSalute svolta su un campione rappresentativo di 311 italiani (quello di Mannheimer è stato svolto su un campione di 801 individui) secondo cui il 9% degli italiani non si è rivolto dal dentista perché costa troppo: percentuale che sale al 15% tra i pazienti sotto i 44 anni, mentre diminuisce con il crescere dell'età (sopra i 55 anni rinuncerebbe a curarsi per motivi economici il 6% degli intervistati).
Secondo UniSalute gli italiani risultano, però, non molto informati sui costi di alcune delle prestazioni odontoiatriche: il 70% conosce il costo di una pulizia dei denti, il 57% della cura di una carie, il 37% di una estrazione, il 18% di una seduta per lo sbiancamento, mentre quelli che si dicono talmente ignoranti sulle tariffe praticate dai dentisti sono il 21%.
Alla domanda che mirava a capire a quali visite mediche rinuncerebbero a causa dei possibili costi, gli intervistati hanno così risposto: dietologo (54%); dentista (35%); fisiatra (19%); cure allergologiche (17%); proctologo (12%); andrologo, urologo e oculista (9%); cure pediatriche (7%); angiologo e ginecologo (6%); oncologo (4%); cardiologo (3%). Non rinuncerebbe a nessuna visita il 10% degli intervistati.

Quanti sono i pazienti dei dentisti privati?
Renato Mannheimer ha fatto delle proiezioni su cui sarebbe bene fare alcune considerazioni. Sono 16 milioni gli italiani che senza se e senza ma si rivolgono a un libero professionista e non lo cambierebbero per nessuna ragione. Altri 12 milioni si rivolgono a un dentista privato, ma potrebbero considerare la possibilità di tradirlo, anche se ancora non lo hanno fatto, 13 milioni si rivolgono, quasi sempre, al dentista privato, ma qualche volta o raramente lo tradiscono con un altro. Sono invece 10 milioni gli italiani "traditori" o da conquistare - a seconda di come si veda la situazione - quelli cioè che non sono mai andati dal dentista o che si rivolgono nelle strutture in franchising, low-cost o all'estero.
In generale, evidenza Mannheimer, sono gli individui con alta scolarizzazione e con un buon impiego a dichiarare di valutare la possibilità di tradire il proprio dentista, guardando ad altre forme di prestazioni odontoiatriche.

Leggi l'approfondimento sulla medicina narrativa, un metodo di ascolto del paziente:
- Storie da ascoltare: recuperare l'umanità attraverso la medicina narrativa

GdO 2012;7:2-3

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