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25 Ottobre 2021

Covid-19, ecco quanto è efficace la terza dose nel proteggere dall'infezione

Uno studio italiano ha verificato l’efficacia dei vaccini contro il Sars-CoV-2 e se la somministrazione di una terza dose può conferire un'efficacia protettiva maggiore


I vaccini contro il Sars-CoV-2 sono sicuri ed efficaci e la somministrazione di una terza dose può conferire un'efficacia protettiva maggiore.È quanto emerge dallo studio condotto su 3.720 operatori sanitari della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia per indagare, in modo prospettico, il rischio di infezione da Sars-CoV-2 in soggetti vaccinati. Il lavoro, uno dei più ampi condotti fino ad ora, è stato pubblicato sulla rivista "Nature Communications". 

I risultati hanno dimostrato l'efficacia dei vaccini nel proteggere dall'infezione da Sars-CoV-2 che si attesta all'83% nella popolazione complessiva degli operatori sanitari e al 93% negli operatori sanitari che avevano in precedenza contratto l'infezione. Dei 3.720 operatori sanitarivaccinati solamente 33 hanno contratto l'infezione da Sars-CoV-2, vale a dire meno dell'1%; 17 erano sintomatici e presentavano sintomi lievi come rinite, tosse e artralgie. Nessuno ha avuto la polmonite o ha necessitato di ricovero ospedaliero.  Altro dato interessante riguarda la trasmissibilità del virus: dei 33 operatori del San Matteo che si sono infettati, solo 2 di loro hanno trasmesso l'infezione ai familiari. I dati sono stati comparati con un gruppo di 346 operatori sanitari che nel periodo tra gennaio e aprile 2021 non avevano ancora ricevuto la vaccinazione. Su questo campione i risultati cambiano considerevolmente e testimoniano l'efficacia della vaccinazione anti Covid-19.  I ricercatori e clinici del San Matteo hanno, infatti, registrato un tasso maggiore di infezione (il 5,78%) e anche un maggior numero di soggetti sintomatici. L'85% ha avuto sintomi quali febbre, anosmia (perdita dell'olfatto), ageusia (perdita del gusto) e il 10% ha necessitato di ricovero ospedaliero in seguito al peggioramento delle condizioni cliniche. 

"I numeri non hanno bisogno di ulteriori commenti - sottolineano i ricercatori del San Matteo di Pavia -. I risultati sono più che confortanti: l'impatto della vaccinazione ha sostanzialmente cancellato la possibilità di infettarsi in grandi numeri. Qualche caso di reinfezione c'è stato, ma è al di sotto dell'1% degli operatori analizzati. Percentuale che si dimezza per coloro che avevano avuto una pregressa infezione e hanno completato il ciclo vaccinale. Questo ci dice che più stimolazioni conferiscono una maggiore immunità", concludono i ricercatori. 

Al momento il booster è previsto per diverse categorie: 
- ottantenni e over 80
- personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani
- esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario
- persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti di età uguale o maggiore di 18 anni
- persone di 60 anni e più con patologia concomitante. 

 

 
 

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