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29 Luglio 2026

Disinfettare lo spazzolino: i consigli da dare ai pazienti

Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello spazzolino.


Spazzolini rasoio bicchiere

Uno degli aspetti poco considerati dai pazienti è la manutenzione dello spazzolino da denti, sono consapevoli di doverlo cambiare sovente ma sulla necessità di conservarlo in modo adeguato per evitare la contaminazione microbiotica sono poco sensibili.

Nonostante la sostituzione periodica dello spazzolino sia una raccomandazione consolidata, la sua disinfezione tra un utilizzo e l'altro continua a ricevere un'attenzione limitata sia nella pratica clinica sia nelle indicazioni fornite ai pazienti.

Un nuovo studio pubblicato sull'International Journal of Dental Hygiene ha cercato di individuare metodi semplici, economici e supportati da evidenze scientifiche per la decontaminazione domiciliare degli spazzolini.

Il confronto tra tre soluzioni facilmente reperibili

Il gruppo di ricerca ha confrontato l'efficacia di tre diverse soluzioni disinfettanti: 

  • Clorexidina gluconato allo 0,12%, considerata il gold standard antimicrobico.
  • Acido citrico al 20%.
  • Soluzione di cloruro di sodio al 3,5%.

Lo studio ha coinvolto 51 volontari universitari ai quali è stato fornito uno spazzolino identico e l'indicazione di utilizzarlo due volte al giorno per tre mesi. Al termine del periodo di osservazione, le testine sono state raccolte e analizzate microbiologicamente per determinarne la carica batterica.

Successivamente gli spazzolini sono stati immersi nelle rispettive soluzioni per sette ore e sottoposti a una nuova valutazione microbiologica, confrontando il numero di unità formanti colonia (CFU) prima e dopo il trattamento. 

Acido citrico e clorexidina: risultati sovrapponibili

I risultati sono stati particolarmente interessanti per chi cerca alternative pratiche e a basso costo alla clorexidina.Sia la soluzione di clorexidina allo 0,12% sia quella di acido citrico al 20% hanno ottenuto una riduzione del 99,9% della carica batterica presente sulle setole degli spazzolini. Le differenze tra i due trattamenti non sono risultate statisticamente significative, indicando una sostanziale equivalenza nell'efficacia decontaminante. Ben diverso il comportamento della soluzione salina al 3,5%, che ha mostrato una riduzione media della contaminazione pari ad appena il 12,2%, un risultato nettamente inferiore rispetto agli altri due protocolli. Secondo gli autori, questi dati consentono di respingere l'ipotesi di una inferiorità dell'acido citrico rispetto alla clorexidina nella decontaminazione degli spazzolini.

Un'opzione economica 

L'aspetto più rilevante dello studio riguarda le possibili implicazioni pratiche. La clorexidina rimane il riferimento per l'attività antimicrobica, ma il suo utilizzo continuativo come disinfettante per gli spazzolini può risultare poco conveniente o poco accessibile per alcuni pazienti.L'acido citrico, al contrario, è facilmente reperibile, presenta costi contenuti e può essere preparato con semplicità.

Gli autori sottolineano inoltre come non siano attualmente documentati effetti negativi sulle setole a questa concentrazione, pur evidenziando la necessità di ulteriori studi specifici su questo aspetto. 

Per odontoiatri e igienisti dentali il messaggio appare chiaro: laddove si ritenga opportuno raccomandare una procedura di disinfezione dello spazzolino, l'immersione in una soluzione di acido citrico al 20% può rappresentare una valida alternativa alla clorexidina, supportata da evidenze preliminari.

Un tema ancora poco presente nell'educazione sanitaria

La ricerca richiama anche l'attenzione su un aspetto spesso trascurato dell'igiene orale domiciliare. Gli autori ricordano che gli spazzolini possono contaminarsi non soltanto con i batteri della placca, ma anche attraverso aerosol provenienti dal wc, manipolazione con mani non pulite o permanenza in ambienti molto umidi.In questo contesto, la semplice abitudine di risciacquare lo spazzolino sotto l'acqua corrente potrebbe non essere sufficiente a ridurre in modo significativo la contaminazione microbica accumulata nel tempo. 

I consigli che possono essere dati ai propri pazienti

I ricercatori consigliano di affiancare alle tradizionali raccomandazioni — sostituzione periodica dello spazzolino, corretta asciugatura e conservazione in posizione verticale — anche indicazioni sulla sua decontaminazione periodica.

La nuova evidenza suggerisce che l'immersione dello spazzolino in una soluzione di acido citrico al 20% possa garantire una riduzione della carica batterica comparabile a quella ottenuta con la clorexidina, offrendo una soluzione semplice, economica e potenzialmente più facilmente accettata dai pazienti.

Ricercatori che evidenziano che serviranno ulteriori studi per confermare questi dati in contesti più ampi e valutare l'effetto a lungo termine sulle caratteristiche delle setole, ma il lavoro apre una strada concreta verso protocolli domiciliari di igiene dello spazzolino basati su evidenze scientifiche.

Per approfondire: 

Comparative Evaluation of Chlorhexidine, Citric Acid, and Sodium Chloride Solutions for Toothbrush Decontamination: A Pilot Exploratory Interventional Study  

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