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16 Marzo 2022

Odontoiatria digitale: il rischio di affidarsi alle “sole librerie”

Per la dott.ssa Francesca Vailati bisogna stare molto attenti a farsi guidare solo dai software nei casi di riabilitazione, è l’esperienza “analogica” che garantisce il successo


La rivoluzione digitale sta sicuramente cambiando il mondo dell’odontoiatria, ma possiamo anche affermare che siano tutte rose e fiori? 
A chiederlo è la dott.ssa Francesca Vailati (nella foto) che durante il Congresso della Digital Dental Academy in programma il prossimo fine settimana (25 e 26 marzo) a Milano affronterà il tema delle opportunità e svantaggi dell’odontoiatria al digitale.  

“Spesso si ha la sensazione che se non si digitalizzi tutto il nostro workflow, siamo antiquati e non al passo con i tempi”, dice.   “Chi ha però anni di seria ‘esperienza analogica’ alle spalle può testimoniare che bisogna stare molto in guardia specialmente quando di affrontano casi di riabilitazione complessa usando solo le librerie digitali ed i loro progetti velocissimi sullo schermo”.  

Considerare le macchine per quello che sono, ovvero degli strumenti, ricordando che è l’esperienza e la preparazione dell’operatore, odontoiatria o odontotecnico, a determinare il successo della riabilitazione, sembra voler dire la dott.ssa Vailati aggiungendo: “purtroppo è nella bocca del paziente, che la partita si gioca differentemente”. 

Per aiutare clinici, ma anche gli odontotecnici, ad ottenere restauri di semplificata esecuzione, ma con una migliore garanzia sulla loro integrazione per ogni specifico paziente la dott.ssa propone il metodo 3STEP digitale, con un suo bagaglio funzionale e diagnostico. 

“Con la ceratura progressiva e con specifici screenshoots -spiega- il progetto 3STEP digitale viene bloccato in passaggi critici per dare ad entrambi i membri del team, clinico ed odontotecnico, la possibilità di un confronto, prima che sia effettuato il lavoro finale”. 

“Il prezzo da pagare –ammette- è quello di rallentare un po’ ma svanisce di fronte all’obiettivo finale di minori rifacimenti, perche’ il progetto digitale viene veramente fatto con una consapevolezza maggiore di come realmente si può modificare l’occlusione del paziente, occlusione che aveva già’ portato al fallimento dei precedenti restauri o addirittura dei denti stessi”. 

Per conoscere nello specifico il progetto, si dovrà seguire la relazione della dottoressa Vailati sabato 26 marzo al Congresso “META DENTISTRY - La rivoluzione per Clinica e Laboratorio”.



 
 

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